30/04/2025
E così, dopo il piede e la mano, anche il mio braccio ha deciso di fare il suo show personale... Fasciato, dolorante e con il morale un po' a terra, ogni movimento mi ricorda che anche le disavventure più improbabili hanno il loro lato positivo perché ti permettono di riflettere.
Ultimamente sembra che tutto ciò che mi capita comporti un bel po' di dolore fisico. È come se il mio corpo avesse deciso di diventare un set di Hollywood in cui la protagonista sfigata sono sempre inesorabilmente io. E questa volta il mio braccio ha deciso di farmi capire che, per volare, bisogna prima imparare a stare con i piedi ben piantati a terra... anche se, a dire il vero, io preferirei volare senza dover passare prima per il fastidio di una fasciatura iper-aderente che i miei amici e parenti stanno lentamente trasformando in un accessorio di moda.
E sapete una cosa? Non è la prima volta che cambio il finale del copione e mi salvo la vita da sola ed è solo grazie alla mia testardaggine se ora ho smesso di spalmare pomate per ematomi e sto combattendo contro un trombo che avrebbe potuto farmi un regalo poco gradito come un ictus. È come se il mio corpo, oltre a manie cinefile, avesse deciso anche di giocare a "Indovina cosa ti succederà adesso?", e io sono sempre quella che vince il premio come "Miglior protagonista di disavventure inaspettate".
Quindi, tra un dolore e l’altro, continuo a sorridere e a ricordarmi che, anche nelle disavventure più improbabili, c’è sempre una lezione da imparare... e magari anche una buona dose di ironia da condividere! Perché, alla fine, se non puoi ridere di te stesso, di chi puoi? E se il mio braccio può fare il suo show, io posso almeno contribuire girando per strada con un pennarello in tasca. Quindi, nel caso in cui dovessimo incontrarci, fermati a salutarmi e firma la mia fasciatura. Farà sicuramente meno male!