27/08/2022
𝗜 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮𝗱𝗶𝗻𝗶 𝗿𝗶𝗻𝗴𝗿𝗮𝘇𝗶𝗲𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲𝗿𝗼
𝘓𝘢 𝘱𝘰𝘭𝘦𝘮𝘪𝘤𝘢 𝘦𝘴𝘵𝘪𝘷𝘢 𝘴𝘶𝘭𝘭𝘦 𝘪𝘯𝘥𝘦𝘯𝘯𝘪𝘵𝘢̀ 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘨𝘪𝘶𝘯𝘵𝘢 𝘤𝘰𝘮𝘶𝘯𝘢𝘭𝘦
Trovo interessante - forse anche divertente - 𝗹𝗮 𝗽𝗼𝗹𝗲𝗺𝗶𝗰𝗮 sollevata in questi giorni sulla 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗶𝗻𝗱𝗲𝗻𝗻𝗶𝘁𝗮̀ dell'amministrazione comunale stintinese. La 𝙜𝙞𝙪𝙣𝙩𝙖 𝙘𝙤𝙢𝙪𝙣𝙖𝙡𝙚 di via Torre Falcone ha deciso di deliberare l'attribuzione, a sindaco e assessori, delle 𝗻𝘂𝗼𝘃𝗲 𝗶𝗻𝗱𝗲𝗻𝗻𝗶𝘁𝗮̀ previste dalla legge regionale numero 3 del 9 marzo 2022.
La polemica l'ha sollevata su Facebook - sulla pagina del gruppo politico 𝘚𝘵𝘪𝘯𝘵𝘪𝘯𝘰 𝘗𝘢𝘴𝘴𝘪 𝘈𝘷𝘢𝘯𝘵𝘪 - il capo gruppo di minoranza 𝗔𝗻𝗴𝗲𝗹𝗼 𝗦𝗰𝗵𝗶𝗮𝗳𝗳𝗶𝗻𝗼. Un post che ha scatenato l'ira del neo 𝘷𝘪𝘤𝘦𝘴𝘪𝘯𝘥𝘢𝘤𝘰 𝘴𝘵𝘪𝘯𝘵𝘪𝘯𝘦𝘴𝘦 𝗣𝗶𝗲𝘁𝗿𝗼 𝗠𝗮𝗱𝗱𝗮𝘂. Il vice della sindaca 𝗩𝗮𝗹𝗹𝗲𝗯𝗲𝗹𝗹𝗮 ha risposto, forse in maniera un po' scomposta, prima sulla pagina della minoranza e poi, con un copia e incolla, sulla pagina Facebook del gruppo di "𝘚𝘵𝘪𝘯𝘵𝘪𝘯𝘰 𝘚𝘦𝘪 𝘛𝘶 2". E anche qui non si è fatta attendere la nuova risposta del consigliere Schiaffino.
Ma a parte queste 𝘴𝘤𝘩𝘦𝘳𝘮𝘢𝘨𝘭𝘪𝘦 𝘱𝘰𝘭𝘪𝘵𝘪𝘤𝘩𝘦, che vanno pure bene ad alimentare questa già rovente estate - questi dibattiti vorremmo vederli anche dentro la sala consiliare - l'argomento sta alimentando 𝗽𝗼𝗹𝗲𝗺𝗶𝗰𝗵𝗲 in tante amministrazioni comunali in cui la maggioranza ha deciso di recepire l'aumento previsto dalla legge regionale.
L'ultimo in ordine di tempo, arrivato agli onori della cronaca, è avvenuto nel 𝘔𝘦𝘥𝘪𝘰-𝘊𝘢𝘮𝘱𝘪𝘥𝘢𝘯𝘰, dove le giunte dei Comuni di 𝗦𝗮𝗻𝗹𝘂𝗿𝗶 e 𝗩𝗶𝗹𝗹𝗮𝗰𝗶𝗱𝗿𝗼 hanno adeguato lo "𝘴𝘵𝘪𝘱𝘦𝘯𝘥𝘪𝘰 𝘮𝘦𝘯𝘴𝘪𝘭𝘦" per la parte che riguarda i trasferimenti della Regione.
Certo, si tratta di paesi con numero di abitanti diverso da quello di Stintino, con cifre di indennità ben differenti.
𝗔 𝗦𝘁𝗶𝗻𝘁𝗶𝗻𝗼 si parla - leggendo la 𝙙𝙚𝙡𝙞𝙗𝙚𝙧𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙙𝙞 𝙜𝙞𝙪𝙣𝙩𝙖 numero 64 del 10 agosto scorso - di una indennità lorda di 2.608,20 euro per il primo cittadino, di 521,64 per il vicensindaco, di 391,23 per gli assessori. Una somma che viene raggiunta, rispetto allo stipendio della precedente giunta, grazie a un contributo pari a 𝟭𝟳.𝟮𝟮𝟯,𝟱𝟭 𝗲𝘂𝗿𝗼. Somma che, aggiunta a quella prevista per l'indennità precedente, fa salire la spesa in bilancio a oltre 𝟯𝟬 𝗺𝗶𝗹𝗮 𝗲𝘂𝗿𝗼 𝗹'𝗮𝗻𝗻𝗼.
La polemica nasce, un po' dappertutto, per gli stessi motivi. L'opposizione ritiene l'𝗮𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 degli "stipendi" uno 𝘀𝗰𝗵𝗶𝗮𝗳𝗳𝗼 𝗮𝗹 𝗱𝗿𝗮𝗺𝗺𝗮𝘁𝗶𝗰𝗼 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗽𝗼𝘃𝗲𝗿𝘁𝗮̀ che i cittadini stanno attraversando. A questo si aggiunge l'𝗮𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗴𝗲𝗻𝗲𝗿𝗮𝗹𝗶𝘇𝘇𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝗽𝗿𝗲𝘇𝘇𝗶 (il carrello della spesa al supermercato è sempre più leggero ma il conto più pesante) quindi il 𝗿𝗶𝗻𝗰𝗮𝗿𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹'𝗲𝗻𝗲𝗿𝗴𝗶𝗮 e 𝗱𝗲𝗶 𝗰𝗮𝗿𝗯𝘂𝗿𝗮𝗻𝘁𝗶 che opprimono le famiglie, le attività commerciali e quelle imprenditoriali (dopo l'estate sarà un salasso per tutti). Per stare in tema con l'economia di Stintino, tutti ricordiamo la 𝙥𝙧𝙤𝙩𝙚𝙨𝙩𝙖 𝙙𝙚𝙞 𝙥𝙚𝙨𝙘𝙖𝙩𝙤𝙧𝙞: 𝗶𝗻 𝗦𝗶𝗰𝗶𝗹𝗶𝗮 il caro gasolio ha messo in ginocchio le marinerie. A giugno, pescatori di tutta Italia si sono dati appuntamento 𝗮 𝗥𝗼𝗺𝗮 per richiamare l'attenzione del Governo sui rincari del carburante. Per stare vicino a casa, ricordiamo la protesta delle 𝗺𝗮𝗿𝗶𝗻𝗲𝗿𝗶𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗡𝗼𝗿𝗱 𝗦𝗮𝗿𝗱𝗲𝗴𝗻𝗮, con i pescatori che a 𝗣𝗼𝗿𝘁𝗼 𝗧𝗼𝗿𝗿𝗲𝘀 protestavano per gli aumenti di carburante al grido: "𝙂𝙖𝙨𝙤𝙡𝙞𝙤 𝙖𝙡𝙡𝙚 𝙨𝙩𝙚𝙡𝙡𝙚, 𝙥𝙚𝙨𝙘𝙖 𝙖𝙡𝙡𝙖 𝙛𝙖𝙢𝙚".
Ecco, allora, dove trova fondamento la 𝗿𝗶𝗻𝘂𝗻𝗰𝗶𝗮 𝗮𝗹𝗹'𝗮𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗶𝗻𝗱𝗲𝗻𝗻𝗶𝘁𝗮̀ da parte di molte amministrazioni comunali.
E' il caso di 𝗦𝗮𝘀𝘀𝗮𝗿𝗶 che, in maniera trasparente, con un comunicato stampa, ha fatto sapere che non ci sarà nessun aumento delle indennità per sindaco, componenti della Giunta, del presidente del Consiglio e per i gettoni dei consiglieri.
Questo a dimostrare che l'aumento non è automatico, ci vuole cioè un atto di accettazione della giunta oppure di rinuncia.
Diverso è quanto accade, a esempio nelle regioni a Statuto ordinario. Lì sì che l'aumento è automatico. Tuttavia, sempre 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗣𝗲𝗻𝗶𝘀𝗼𝗹𝗮, sono tante le città ma anche i piccoli paesi che hanno fatto rinuncia, con apposito atto.
Voglio fare qua 𝗱𝘂𝗲 𝗽𝗶𝗰𝗰𝗼𝗹𝗶 𝗲𝘀𝗲𝗺𝗽𝗶. Il primo è quello del 𝘾𝙤𝙢𝙪𝙣𝙚 𝙙𝙞 𝙏𝙧𝙞𝙤𝙧𝙖, il più esteso nella provincia di Imperia in Liguria, con una popolazione di 369 abitanti (fonte Bilancio demografico anno 2022 dati provvisori di Demo Istat). Un paesello che sorge tra la valle Argentina e la vallata del Tanarello e che vive, prevalentemente di turismo, dopo l'abbandono dell'attività agricola e la ridotta pratica della pastorizia. Ebbene, 𝙞𝙡 𝙨𝙞𝙣𝙙𝙖𝙘𝙤 𝙝𝙖 𝙧𝙞𝙣𝙪𝙣𝙘𝙞𝙖𝙩𝙤 𝙩𝙤𝙩𝙖𝙡𝙢𝙚𝙣𝙩𝙚 𝙖𝙡𝙡'𝙞𝙣𝙙𝙚𝙣𝙣𝙞𝙩𝙖̀.
Attenzione però, perché l'atto di rinuncia, secondo la 𝘾𝙤𝙧𝙩𝙚 𝙙𝙚𝙞 𝙘𝙤𝙣𝙩𝙞 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙖 𝙇𝙞𝙜𝙪𝙧𝙞𝙖, non consente più al Comune di disporre di quelle somme. La deliberazione della Corte dei conti, infatti, dice che "𝘪𝘭 𝘤𝘰𝘮𝘶𝘯𝘦 𝘦̀ 𝘵𝘦𝘯𝘶𝘵𝘰 𝘢 𝘳𝘪𝘷𝘦𝘳𝘴𝘢𝘳𝘦 𝘭’𝘪𝘮𝘱𝘰𝘳𝘵𝘰 𝘥𝘦𝘭 𝘤𝘰𝘯𝘵𝘳𝘪𝘣𝘶𝘵𝘰 𝘯𝘰𝘯 𝘶𝘵𝘪𝘭𝘪𝘻𝘻𝘢𝘵𝘰, 𝘭𝘦 𝘴𝘰𝘮𝘮𝘦 𝘴𝘰𝘯𝘰 𝘴𝘰𝘵𝘵𝘳𝘢𝘵𝘵𝘦 𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘥𝘪𝘴𝘱𝘰𝘯𝘪𝘣𝘪𝘭𝘪𝘵𝘢̀ 𝘥𝘦𝘭𝘭’𝘦𝘯𝘵𝘦".
Mi viene in mente, allora, un altro esempio, quello del 𝗖𝗼𝗺𝘂𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗖𝗮𝗹𝗱𝗮𝗿𝗼𝗹𝗮, in provincia di Macerata nelle Marche. E' un paese collinare la cui economia si basa sull'industria, sul terziario e sull'artigianato del ferro battuto. Un paese che, per numero di abitanti - 1.660 secondo i dati Istat del 31 luglio 2021 - si avvicina a 𝙎𝙩𝙞𝙣𝙩𝙞𝙣𝙤 che, secondo i dati Istat al 31 marzo 2022, di abitanti ne ha 1.532 .
𝗘𝗯𝗯𝗲𝗻𝗲, 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗵𝗮 𝗳𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗹'𝗮𝗺𝗺𝗶𝗻𝗶𝘀𝘁𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗮𝗹𝗲? In maniera trasparente, con un comunicato stampa pubblicato anche sul sito web istituzionale dell'ente, ha fatto sapere che "𝘪 𝘤𝘰𝘮𝘱𝘰𝘯𝘦𝘯𝘵𝘪 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘎𝘪𝘶𝘯𝘵𝘢 𝘤𝘰𝘮𝘶𝘯𝘢𝘭𝘦, 𝘢𝘭𝘭’𝘶𝘯𝘢𝘯𝘪𝘮𝘪𝘵𝘢̀, 𝘩𝘢𝘯𝘯𝘰 𝘥𝘦𝘤𝘪𝘴𝘰 𝘥𝘪 𝘳𝘪𝘯𝘶𝘯𝘤𝘪𝘢𝘳𝘦 𝘢 𝘱𝘦𝘳𝘤𝘦𝘱𝘪𝘳𝘦 𝘱𝘦𝘳𝘴𝘰𝘯𝘢𝘭𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘨𝘭𝘪 𝘢𝘶𝘮𝘦𝘯𝘵𝘪 𝘱𝘳𝘦𝘷𝘪𝘴𝘵𝘪 𝘥𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘭𝘦𝘨𝘨𝘦". Hanno 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗶𝘁𝘂𝗶𝘁𝗼 𝘂𝗻 𝗳𝗼𝗻𝗱𝗼 𝗶𝗻𝗳𝗼𝗿𝗺𝗮𝗹𝗲 che i cittadini possono controllare e dove confluiranno gli aumenti delle indennità mensili previste per legge rispetto ai precedenti importi, che verserà mensilmente il Comune di Caldarola. Il 𝗳𝗼𝗻𝗱𝗼 𝘀𝗮𝗿𝗮̀ 𝗮 𝗳𝗮𝘃𝗼𝗿𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮̀ 𝗲 𝗱𝗲𝗶 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮𝗱𝗶𝗻𝗶 𝗽𝗲𝗿: "𝙘𝙤𝙣𝙘𝙚𝙨𝙨𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙙𝙞 𝙘𝙤𝙣𝙩𝙧𝙞𝙗𝙪𝙩𝙞; 𝙞𝙣𝙩𝙚𝙧𝙫𝙚𝙣𝙩𝙞 𝙙𝙞 𝙘𝙖𝙧𝙖𝙩𝙩𝙚𝙧𝙚 𝙨𝙤𝙘𝙞𝙖𝙡𝙚, 𝙘𝙪𝙡𝙩𝙪𝙧𝙖𝙡𝙚, 𝙨𝙥𝙤𝙧𝙩𝙞𝙫𝙤; 𝙘𝙤𝙥𝙚𝙧𝙩𝙪𝙧𝙖 𝙙𝙞 𝙨𝙥𝙚𝙨𝙚 𝙙𝙞 𝙧𝙖𝙥𝙥𝙧𝙚𝙨𝙚𝙣𝙩𝙖𝙣𝙯𝙖, 𝙨𝙚𝙣𝙯𝙖 𝙘𝙝𝙚 𝙘𝙞𝙤̀ 𝙜𝙧𝙖𝙫𝙞 𝙨𝙪𝙡 𝙗𝙞𝙡𝙖𝙣𝙘𝙞𝙤 𝙘𝙤𝙢𝙪𝙣𝙖𝙡𝙚".
Un'iniziativa di non poco conto.
Ecco, forse anche il 𝘊𝘰𝘮𝘶𝘯𝘦 𝘥𝘪 𝘚𝘵𝘪𝘯𝘵𝘪𝘯𝘰 potrebbe 𝗳𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝘀𝘁𝗲𝘀𝘀𝗮 𝗰𝗼𝘀𝗮. Così, quei 17.223,51 euro in più all'anno potrebbero essere destinati a interventi per la cittadinanza. La polemica si spegnerebbe e 𝗶 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮𝗱𝗶𝗻𝗶 𝗿𝗶𝗻𝗴𝗿𝗮𝘇𝗶𝗲𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲𝗿𝗼.
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