14/06/2026
GIOVANNI BATTISTA PALATINO: IL CALABRESE CHE HA INSEGNATO AL MONDO L'ARTE DELLA SCRITTURA
Quante volte, davanti a un computer, abbiamo scelto un carattere tipografico senza soffermarci sul suo nome? Eppure, tra i font più utilizzati al mondo, ce n'è uno che custodisce una sorprendente storia calabrese: il Palatino.
Dietro quel nome si nasconde infatti Giovanni Battista Palatino, nato a Rossano intorno al 1515, uno dei più grandi maestri della calligrafia europea. Una figura straordinaria che, come accade a molti protagonisti della storia della Calabria, è oggi poco conosciuta al grande pubblico nonostante abbia lasciato un'impronta profonda nella cultura occidentale.
La sua vicenda dimostra come la Calabria non sia stata soltanto terra di passaggio o periferia dell'Europa, ma luogo capace di generare uomini di talento che hanno contribuito a costruire la civiltà moderna.
Giunto a Roma ancora giovane, Palatino riuscì rapidamente a inserirsi negli ambienti culturali più prestigiosi del suo tempo. Ottenne la cittadinanza romana nel 1538, frequentò letterati e intellettuali di primo piano come Claudio Tolomei e Francesco Maria Molza e fu tra i protagonisti dell'Accademia degli Sdegnati, uno dei cenacoli culturali più vivaci del Rinascimento.
La sua fama, però, era legata soprattutto all'arte della scrittura. In un'epoca in cui la calligrafia rappresentava molto più di una semplice abilità tecnica, Palatino divenne un punto di riferimento assoluto. Le sue opere erano studiate, imitate e ammirate in tutta Europa. La sua maestria gli valse l'appellativo di "calligrafo dei calligrafi".
Nel 1540 pubblicò il celebre "Libro nuovo d'imparare a scrivere tutte sorte lettere antiche et moderne di tutte nationi, con nuove regole, misure et essempi", stampato da Cartolari, considerato ancora oggi uno dei più importanti trattati calligrafici del Rinascimento. Non era un semplice manuale, ma una vera esplorazione dell'universo della scrittura. Nelle sue pagine comparivano alfabeti provenienti da diverse tradizioni (latino, greco, ebraico, longobardo, caldaico, arabo, indiano, saraceno, etc.), esempi di caratteri eleganti, sistemi cifrati utilizzati nelle cancellerie oppure nei mercati (milanese, romano, veneziano, genovese) e perfino curiosità grafiche che mostravano la straordinaria creatività dell'autore come la lettera mancina da leggersi allo specchio e quella "trattizzata", oppure le 4 tavole di sonetti figurati che formano dei rebus.
Per Palatino la scrittura era molto più di una tecnica: ogni tratto doveva essere armonioso, proporzionato e capace di trasmettere bellezza. Studiò con attenzione ogni elemento che compone una lettera (aste, archi, anelli, bracci, occhielli, code) trasformando l'arte calligrafica in un'espressione estetica e spirituale, perfettamente in sintonia con l'ideale rinascimentale di equilibrio e perfezione.
Le sue opere suscitarono l'ammirazione del celebre tipografo francese Claude Garamond e, secoli dopo, Stanley Morison, creatore del Times New Roman, lo indicò come il massimo interprete della "cancelleresca", l'elegante scrittura corsiva adottata dalla Cancelleria pontificia e destinata a influenzare profondamente l'arte calligrafica europea.
Il suo talento fu tale che gli venne affidata anche la realizzazione dell'iscrizione monumentale della Porta del Popolo a Roma, uno degli ingressi più celebri della città eterna.
Ma la storia di Giovanni Battista Palatino non si conclude nel Cinquecento. A distanza di quasi quattro secoli, il grande designer tedesco Hermann Zapf si ispirò alle sue opere per creare il carattere tipografico Palatino, destinato a diventare uno dei font più diffusi al mondo. Con l'avvento dell'informatica e della videoscrittura, quel nome è entrato nei computer di milioni di persone attraverso il Palatino Linotype.
In altre parole, ogni volta che qualcuno utilizza quel carattere sul proprio schermo, porta inconsapevolmente con sé un frammento dell'eredità culturale lasciata da un uomo nato in Calabria oltre cinquecento anni fa.
La vicenda di Palatino invita anche a una riflessione più ampia. La storia della Calabria è ricca di studiosi, artisti, filosofi, scienziati e innovatori che hanno dato contributi fondamentali alla cultura europea, ma che spesso restano confinati nelle pagine degli specialisti. Recuperarne la memoria significa riscoprire una parte importante della nostra identità e comprendere che il patrimonio più prezioso della nostra terra non è fatto soltanto di paesaggi e monumenti, ma anche delle donne e degli uomini che, con il loro ingegno, hanno lasciato un segno nel mondo.
Tra questi, Giovanni Battista Palatino occupa certamente un posto speciale: il calabrese che trasformò la scrittura in arte e il cui nome continua ancora oggi a comparire sugli schermi di tutto il pianeta.
Alfonso Morelli team Mistery Hunters