30/07/2026
Amore mio,
e siamo arrivati a 15.
Lo so, ogni anno inizio più o meno allo stesso modo, ma ormai è diventata una tradizione. Tu fai partire il countdown il primo luglio e io, puntualmente, gli ultimi giorni del mese mi metto davanti al computer a pensare a cosa scriverti. E, come ogni anno, mi chiedo da dove cominciare.
Quindici anni...
Se ci penso mi sembra impossibile. Mi ricordo ancora quando mi bastava un avambraccio per tenerti e oggi, invece, sei quasi una donna. Ogni tanto mi capita di guardarti e pensare: "Ma davvero sono già passati quindici anni?". Poi mi rispondo da solo... sì, perché basta guardare la ragazza che sei diventata.
Quest'anno è stato uno di quelli che segnano un nuovo inizio.
Hai salutato le medie e hai cominciato le superiori. Una scuola nuova, professori nuovi, compagni nuovi, un ambiente completamente diverso. Non era una sfida semplice, eppure l'hai affrontata con la maturità che ormai ti contraddistingue. Hai ottenuto buoni risultati, ma, come ti ripeto ormai da qualche anno, ciò che rende orgoglioso papà non sono i voti. Quelli sono una conseguenza. Mi rende orgoglioso vedere l'impegno che ci metti quando credi in quello che fai.
Anche nella pallavolo ti ho vista crescere tanto. Forse qualcuno nota solo i punti o le partite, io invece, vedo tutto quello che c'è dietro. Gli allenamenti, la fatica, le giornate storte, quelle in cui torni contenta e quelle in cui pensi di non essere stata all'altezza. Fa tutto parte del percorso. E vedere che migliori, un passo alla volta, mi rende felice.
Però, se devo essere sincero, il ricordo più bello che mi porterò dietro di quest'anno, non è né la scuola né lo sport.
È Noi!
L'anno scorso ti avevo scritto una lettera diversa dal solito. Ti avevo confessato che mi mancava un po' la mia principessa. Avevo la sensazione che tra noi si fosse creata una piccola distanza e, forse per la prima volta, invece di raccontarti i tuoi progressi avevo raccontato una mia paura.
Ti avevo anche scritto una frase che oggi mi torna spesso in mente: "Io ti aspetto!”
Sai una cosa?
Credo che quest'anno ci siamo ritrovati.
Non perché tu sia tornata la bambina di qualche anno fa, quello sarebbe impossibile... e sarebbe anche sbagliato. Sei cresciuta ed è giusto così.
Semplicemente abbiamo imparato a conoscerci di nuovo.
Parliamo di più, ridiamo di più, ci prendiamo in giro come abbiamo sempre fatto. Ogni tanto continuiamo a non capirci, ogni tanto ci punzecchiamo, ma ormai ho capito una cosa: anche questo fa parte del nostro modo di volerci bene.
E va bene così.
Sai qual è una delle cose che preferisco di te?
La tua sensibilità.
È una qualità enorme. A volte ti farà soffrire un po' più degli altri, ma non cambiarla mai. Ci sarà sempre qualcuno che ti dirà che essere sensibili è una debolezza. Non credergli. Ci vuole molto più coraggio ad avere un cuore grande che a costruirsi un'armatura.
E poi adoro la tua maturità.
Non significa essere perfetta, significa saper riflettere, mettersi in discussione, crescere senza perdere ciò che sei. Continua così.
Rileggendo le lettere degli anni passati, mi sono accorto di una cosa.
Per anni ti ho scritto di non avere fretta di crescere.
Credo di avertelo detto almeno una decina di volte.
E continuerò a dirtelo.
Perché io ci sono già passato. So quanto, alla tua età, sembri che la felicità sia sempre un passo più avanti: la macchinetta, la patente, il lavoro, la casa... Poi ci arrivi e scopri che ogni età ha qualcosa di meraviglioso che, purtroppo, capisci solo quando è già passata.
Goditi questi quindici anni.
Esci con gli amici.
Ridi fino ad avere male alla pancia.
Fai sport con passione.
Studia, impegnati, ma senza permettere ai numeri di decidere quanto vali.
Innamorati delle persone che ti fanno stare bene.
Allontanati da quelle che ti fanno sentire meno di quello che sei.
E soprattutto... sorridi.
Lo so, questa frase compare praticamente in ogni lettera che ti ho scritto.
Ma c'è un motivo.
Quando sorridi cambia tutto. Sei sempre stata bellissima, ma quando sorridi illumini qualsiasi posto in cui ti trovi.
Qualche anno fa ti scrissi una frase che ancora oggi sento mia: "Giorno dopo giorno cresco con te."
Pensavo che fosse una frase dedicata a te.
In realtà era dedicata anche a me.
Perché in questi quindici anni sei stata tu a insegnarmi tante cose. Mi hai insegnato che si può amare qualcuno più della propria vita. Mi hai insegnato che basta un abbraccio per rimettere a posto una giornata. Mi hai insegnato che essere padre non significa avere sempre la risposta giusta, ma esserci. Sempre.
E io continuerò ad esserci.
Quando vorrai un consiglio.
Quando vorrai raccontarmi una bella notizia.
Quando avrai bisogno di una spalla.
Quando penserai di non aver bisogno di me.
E anche quando litigheremo, perché succederà ancora, ne sono sicuro, ci sarò!
Tra qualche anno probabilmente rileggerai tutte queste lettere.
Forse sorriderai.
Forse ti prenderai in giro da sola.
Forse ti emozionerai.
Spero solo che, rileggendole, tu senta sempre la stessa cosa: quanto sei stata amata.
Perché tutto quello che ho scritto in questi quindici anni ha sempre avuto un unico scopo.
Ricordartelo.
Sono immensamente orgoglioso della ragazza che sei oggi e sono curioso di conoscere la donna che diventerai domani.
Buon quindicesimo compleanno, amore mio.
Ti auguro di continuare ad essere esattamente quello che sei: una ragazza sensibile, matura, determinata e con un cuore enorme.
E se un giorno dovessi dimenticarti quanto vali, rileggi queste lettere.
Ci sarà sempre il tuo papà a ricordartelo.
Ti amo infinitamente.
Papà