25/07/2026
Nell'analogico si partiva dal rullino passando per gli acidi e le lampade per arrivare poi alla stampa della foto.
Con la fotografia digitale la post produzione serve a sviluppare un file RAW trasformandolo da uno scatto grezzo in un definitivo.
Ansel Adams diceva: "Il negativo è lo spartito, la stampa è l'esecuzione".
Un buona post produzione è sempre preferibile ad una fotografia poco appetibile?
Secondo me si, anche se non sono a favore di un edit feroce, ma se il risultato finale può essere migliorato perchè non farlo.
Come è ovvio una foto quasi perfetta allo scatto è l'impegno, l'idea, l'aspirazione di ogni fotografo.
E statisticamente maggiore esperienza e buona attrezzatura significano spesso più possibilità che il primo scatto offra già il primo risultato. Forse per questo (ma non solo per questo) un fotografo di grido con tanti anni di esperienza alle spalle diventa una celebrità e ha ingaggi alti.
Nella realtà poche foto nascono perfette e se e quando lo sono, il loro autore vorrà (o non vorrà) ma di certo saprà come e se post produrle: per ottenere i file più vicini possibile ai (suoi) definitivi, cioè a quello che il suo occhio ha "visto" in quegli scatti (oggettivamente, ma soprattutto soggettivamente).
Lo stesso scatto realizzato da fotografi diversi non dovrebbe - secondo me - dare mai lo stesso risultato ma anzi, offrire visioni diverse, dovrebbe essere lo scopo di ogni buon fotografo.
Qui sotto due esempi a caso, nei quali si vede chiaramente come la post produzione possa aiutare a tirar fuori da una br**ta giornata di pioggia.... i colori, la luce e pure un cielo blu (artificiale, ma blu).*
*poi ci sono le linee, le mascherature e tanto altro che si utilizzano in PP non solo luce e colori ma ne parlerò in un altro post.