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Parma 2026. Animali fantastici e dove trovarli.
21/10/2026

Parma 2026.
Animali fantastici e dove trovarli.

Facciamo finta che state mandando questo foto su WhatsApp a un amico o ad una amica, mentre camminate per strada, senza ...
06/10/2026

Facciamo finta che state mandando questo foto su WhatsApp a un amico o ad una amica, mentre camminate per strada, senza fretta.

Guardando questa panchina circondata da foglie secche, mi chiedo se non venga anche a voi un piccolissimo dubbio: quando camminate in fretta per andare al lavoro, a studiare, a fare la spesa o quello che volete, queste cose le notate o avete tutti gli occhi puntati a terra per paura di inciampare?

Quella panchina sta lì, piantata tra l'asfalto e il verde che ormai inizia a virare sul giallo autunnale, e sembra aver fatto un patto con il tempo per non scomporsi mai.

E invece, io per primo, tra un impegno e l'altro dovremmo imparare a fermarci. Anche solo per cinque minuti, prima di ricominciare a correre dietro a chissà che.

Quando si sono riaccese le luci in sala dopo “Naza”, ci ho messo un po' prima di alzarmi dalla poltrona. Sentivo una str...
05/10/2026

Quando si sono riaccese le luci in sala dopo “Naza”, ci ho messo un po' prima di alzarmi dalla poltrona. Sentivo una strana sensazione di pienezza, che non c'entra ba niente col cibo.

È un documentario che scena dopo scena, intervista dopo intervista, ti si arriva addosso fino a lasciarti in un silenzio in cui diventa difficile anche fare il pensiero più banale.

Poi fai dieci passi fuori ed è subito un percorso ad ostacoli tra tavolini di metallo rossi, catene di lucine, menu plastificati con le foto di poke e steakhouse.

Il mondo fuori continua a girare come se niente fosse, tra tavoli apparecchiati per forza d'inerzia e roba da consumare per riempire il tempo. E tu ci cammini in mezzo con la netta sensazione di essere fuori posto.

C'è un'ora della controra in cui perfino i pensieri fanno una pausa, ma qualcosa resta sempre acceso. Non so se capita a...
03/10/2026

C'è un'ora della controra in cui perfino i pensieri fanno una pausa, ma qualcosa resta sempre acceso.

Non so se capita anche a voi, ma a quest’ora del sabato pomeriggio io mi ritrovo sempre a fissare cose a caso. Qui attorno sembra tutto fermo, la gente sta smaltendo il pranzo e c'è un silenzio strano.

Se fossi una Intelligenza Artificiale, potrei scrivere “sembra che il tempo si sia bloccato”.

E invece, l'occhio cade su questo fiorellino fucsia sul balcone. L'aria è calda e la luce del pomeriggio è dorata, ma lui se ne sta piantato lì nell'ombra, immobile, vigile come se stesse facendo un turno di guardia mentre tutti gli altri dormono. Ha un colore così sparato che quasi ti dà fastidio agli occhi.

Buffo come alcuni dettagli riescano a farci passare il torpore eh...

Ogni volta che passo davanti a questo piccolo portafoto in vetro, con dentro la mia fotografia in bianco e nero, lo guar...
20/09/2026

Ogni volta che passo davanti a questo piccolo portafoto in vetro, con dentro la mia fotografia in bianco e nero, lo guardo e non ci vedo solo un ricordo, ma il lungo balcone di casa dei miei.

Era un normalissimo rettangolo di ringhiera e cemento che negli anni ha visto passare di tutto: le mie virate a tre ruote sul triciclo, le accelerazioni su un go-kart a pedali rigorosamente rosso, al quale facevo persino rifornimento usando i fili intrecciati di una tenda in plastica, verde.

Fino a quando non si è deciso che una veranda fosse più utile di quel circuito da Formula Uno.

Sapete com’è, a due anni ero convinto di essere il re del mondo sulla pista più bella che esistesse.

Spesso, però, il pensiero si sofferma su altro. Su chi c’era dall’altra parte dell’obiettivo.

Perché qualcuno, con una pazienza infinita, si è fermato a scattare quella foto per fissare un momento di quella giornata. I miei genitori lo hanno fatto sempre così, ognuno a modo suo, lasciandomi credere che quel balcone non finisse mai.

I giochi prima o poi finiscono in soffitta e quel balcone oggi non c’è più, ma quella foto resta lì, dentro il suo pezzetto di vetro.

“Corre se piove, corre dentro al sole
Tre più tre per lui fa sempre sette
Con l’Alfa rossa fa quello che vuole
dentro al fuoco di cento saette!”
(Lucio Dalla, “Nuvolari”, dall’album “Automobili”, 1976)

A due anni ero convinto di essere il re del mondo sulla pista più bella che esistesse... 🏎️🏁Leggi il resto della storia....
20/09/2026

A due anni ero convinto di essere il re del mondo sulla pista più bella che esistesse... 🏎️🏁
Leggi il resto della storia... 🔗

Corre se piove, corre dentro al sole. Tre più tre per lui fa sempre sette. Con l'Alfa rossa fa quello che vuole dentro al fuoco di cento saette!

-Non sono arrivata qui per me. Ma per te. -Allora hai fatto male.-Sì, ho fatto male.Ma adesso sento che avevo torto. Ho ...
18/09/2026

-Non sono arrivata qui per me. Ma per te.
-Allora hai fatto male.
-Sì, ho fatto male.
Ma adesso sento che avevo torto.
Ho fatto bene.
A sbagliare.
Ad attendere.
E poi a decidermi.
Sento il suono del suo violino e mi ricorda cosa è la vita.
Cosa e chi è vivo.
Mi immergo nei contorni delle cose e mi piace.
Questo albero, questa finestra fanno parte di me.
Di te e di me.
Abbiamo in comune materiale vivo di vita vera.
Ti chiedo scusa.
A volte decidere chi siamo è più doloroso di esserlo.

Testo di Annalisa Falcicchio

Trani, 30-12-2012 5:21 pm • 1/4sec | f13 | ISO400

17/09/2026

Non sai mai cosa può diventare una fotografia, dopo che l’hai scattata.

Può rimanere soltanto un’immagine.
Oppure può aprire una porta su qualcosa che appartiene soltanto a chi la guarda.

Perché quello che una fotografia racconta non è sempre quello che ci hai messo dentro tu…

A prima vista è un dettaglio urbano geometrico e rigoroso. La presenza umana, come in molti dei miei scatti, qui non si ...
23/08/2026

A prima vista è un dettaglio urbano geometrico e rigoroso. La presenza umana, come in molti dei miei scatti, qui non si vede.

Ma se avrete la pazienza di accostarla alla descrizione che segue e alla canzone, sono certo che riuscirete a sentirla, così come l'ho sentita io.

Al centro della prospettiva c'è il sistema tattile LOGES: quelle scanalature chiare, incise nella pietra, non sono solo materia, ma un linguaggio silenzioso studiato per accompagnare i passi di chi non vede (o ha una capacità visiva ridotta) e condurlo in sicurezza all'attraversamento.

I canaletti paralleli, con il loro fondo liscio, accolgono e fanno scivolare la punta del bastone bianco per garantire una camminata fluida. Ai lati, i cordoli in rilievo zigrinati dialogano con le suole delle scarpe tramite la sensibilità plantare, confermando che si sta procedendo sulla traiettoria corretta.

Due elementi che, insieme, formano un percorso di avanzamento guidato.

Per me questa foto è la traduzione visiva di "You’ll Never Walk Alone": un promemoria che ci ricorda che, anche quando la strada si fa incerta, c'è sempre qualcosa o qualcuno pronto a prendere per mano i nostri passi.

Walk on through the wind
Walk on through the rain
Though your dreams be tossed and blown
Walk on, walk on
With hope in your heart
And you'll never walk alone
You'll never walk alone

Continua a camminare nel vento
Continua a camminare nella pioggia
Anche se i tuoi sogni sono scossi e spazzati via
Continua a camminare, continua a camminare
Con la speranza nel cuore
E non camminerai mai da solo
Non camminerai mai da solo

Un messaggio di speranza, di resistenza e di vicinanza: l'invito a procedere a testa alta attraverso le difficoltà, sapendo che finché c'è amore nel profondo del cuore, non cammineremo mai da soli.

(E sì, prima che qualcuno lo dica: è anche l'inno del Liverpool FC)

Questa è una fotografia di sensazioni, ma per me è anche un punto di ripartenza.In questa immagine c'è tutto: c'è il ric...
20/08/2026

Questa è una fotografia di sensazioni, ma per me è anche un punto di ripartenza.

In questa immagine c'è tutto: c'è il ricordo, l'attesa, l'assenza, la presenza, l'emozione, il pensiero e il silenzio.

Il ricordo è quello dei primi anni trascorsi con lei, quando il mio sguardo sul mondo cominciava a prendere forma, scatto dopo scatto.

Poi c'è l'assenza, quella segnata dai lunghi anni in cui l’ho tradita con una che le somigliava, però più giovane. Eppure non l’ho mai dimenticata, neanche per un istante.

Ma oggi torna la presenza: anche se solo per un momento, ci siamo finalmente incontrati di nuovo. Era nascosta nell'ombra di un garage, proprio come un vecchio amore che attendeva solo di essere ritrovato.

L'emozione riaffiora prepotentemente. Lei è sempre riuscita a dare forma a ciò che sento, e oggi si trasforma in un pensiero fisso: la promessa di tornare insieme. Presto. Prestissimo.

Infine, il silenzio. Quello quasi religioso con cui ancora oggi la guardo, lo stesso che accompagnava le ore trascorse al suo fianco, in attesa del momento giusto.

Lei è una macchina fotografica analogica. Di quelle vere, con i rullini e la pellicola, che pretendono tempo, cura, rispetto e attenzione per ogni singolo fotogramma. E per tutto quello che accade dopo.

Per anni siamo stati inseparabili e le cose più belle, i momenti più autentici del mio percorso, li ho vissuti con lei. Una lunga storia d'amore che ad un certo punto si è interrotta, senza mai spegnersi davvero. Ritrovarci significa riannodare quel filo sospeso: questa storia non è finita, è pronta a ripartire.

Perché il meglio deve ancora ve**re.

Indirizzo

Viale Agostino Berenini
Parma

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