Benphotostorie On The Road

Benphotostorie On The Road Amo definirmi un sognatore fatalista, un anarchico disciplinato che segue le proprie regole di vita

JANAAB – IL DIARIO PERDUTO È ANCHE EBOOKIl viaggio continua.JANAAB – Il Diario Perduto è ora disponibile anche in format...
04/09/2026

JANAAB – IL DIARIO PERDUTO È ANCHE EBOOK

Il viaggio continua.

JANAAB – Il Diario Perduto è ora disponibile anche in formato eBook sullo store YouCanPrint, e anche sulle principali piattaforme di vendita.

Una nuova possibilità per entrare nel mondo di Janaab con un semplice click e portare la storia sempre con sé, direttamente sul proprio e-reader, tablet o smartphone.

Perché un viaggio non deve necessariamente avere una valigia.

A volte bastano poche pagine… e un lettore tra le mani.

Apri il diario.
Inizia il viaggio.

Le pietre ricordano.
Il tempo scorre.
Janaab osserva.

QUANDO BASTAVA PREMERE UN PULSANTE.Prima dei megapixel, degli smartphone e delle fotografie che vivono dentro un cloud, ...
04/09/2026

QUANDO BASTAVA PREMERE UN PULSANTE.

Prima dei megapixel, degli smartphone e delle fotografie che vivono dentro un cloud, c’era una piccola scatola.

Nera, semplice, quasi timida.

Si chiamava Kodak No.1.

Il 4 agosto 1888 George Eastman registrò il marchio Kodak e portò sul mercato un’idea destinata a cambiare per sempre la fotografia: un apparecchio già caricato con 100 scatti, senza bisogno di conoscere la chimica, la camera oscura o tutti quei procedimenti che fino ad allora avevano reso la fotografia una cosa per pochi.

Bastava premere un pulsante.

“Voi premete il pulsante, noi facciamo il resto.”

E quel resto era enorme.

Per 25 dollari compravi la macchina; finito il rullino, la spedivi a Rochester e con 10 dollari tornavano a casa fotografie, negativi e fotocamera nuovamente caricata.

Erano persino rotonde, quelle prime immagini.

Oggi sembra preistoria.

Eppure, ogni volta che guardo una vecchia Kodak, penso che non sia cambiato poi molto.

Perché una fotografia, allora come oggi, è sempre un tentativo di fermare qualcosa che sta scappando.

Un volto. Una strada. Un amore. Un viaggio.

Forse è per questo che continuo a fotografare.

Cambiano le macchine, cambiano le pellicole, cambia il modo di conservare le immagini.

Ma il desiderio è rimasto lo stesso: rubare un istante al tempo.

E quel piccolo museo Kodak che conservo racconta proprio questo.

Prima o poi ve lo farò vedere. Perché alcune storie, prima di essere raccontate, meritano di essere fotografate. Benedetto Tessitore

GeorgeEastman

Il riso giallo di nonna Teresa.Ci siamo guardati negli occhi.
Noi tre, davanti alla domanda più difficile di ogni famigl...
04/09/2026

Il riso giallo di nonna Teresa.

Ci siamo guardati negli occhi.
Noi tre, davanti alla domanda più difficile di ogni famiglia: “Cosa cuciniamo oggi?”

Sguardi persi. Idee zero. Fame tanta.

Poi, quasi nello stesso istante, si accende quella famosa lampadina… il riso giallo di nonna Teresa!
Il piatto preferito dei miei cuccioli - fatto dalla nonna - ma oggi la nonna non c’è. E ora?

Una telefonata veloce alla nonna, giusto per non sbagliare la ricetta della tradizione. Teresa Mazzarella

La ricetta di nonna Teresa

Ingredienti:

• riso, tanto quanto basta per sfamare i miei ragazzi;
• 2 uova;
• una bella spolverata di Grana;
• un pizzico di burro.

Cuociamo il riso e, prima di scolarlo, teniamo da parte un po’ della sua acqua di cottura. Rimettiamo il riso nella padella con quell’acqua che servirà a mantenerlo morbido e cremoso.

Nel frattempo amalgamiamo uova, Grana e burro. Versiamo tutto nel riso, mescoliamo bene e lasciamo cuocere per circa due minuti, giusto il tempo di trasformare pochi semplici ingredienti in qualcosa che profuma di casa.

Poi arriva il momento più importante: a tavola!

Risultato?

Un bel piattone spazzolato in pochi minuti… e subito dopo la domanda che, per un papà, vale più di qualsiasi stella Michelin:

“Papà… possiamo fare il bis?”

E lì ho capito che la vera ricetta non era soltanto riso, uova, Grana e burro.

Era amore. Quello vero. Quello che si tramanda da nonna a nipoti e che, a tavola, diventa felicità.

03/09/2026

Mi chiamano Janaab.

Per molto tempo sono rimasto soltanto un nome, nascosto tra le pagine di un diario e tra i ricordi di un viaggio lontano.

Oggi, quelle pagine sono diventate una storia.

JANAAB – Il Diario Perduto.

Un viaggio attraverso il Messico, tra antiche civiltà, piramidi, luoghi dimenticati, fotografie, memoria e mistero.

Ma non lasciatevi ingannare.

Questa non è soltanto una storia di viaggio.

È un racconto da scoprire lentamente, pagina dopo pagina, lasciandosi guidare dalle sue diverse sfaccettature.

Realtà e immaginazione si incontrano.

Il passato sembra parlare al presente.

E alcune domande… forse è meglio lasciarle senza risposta.

Oggi, JANAAB – Il Diario Perduto, è ufficialmente disponibile nei migliori store e anche su Amazon: https://amzn.eu/d/00Du8pDp

Se amate i viaggi, la storia, l’archeologia, il mistero e quelle storie capaci di lasciare qualcosa dentro di voi… vi invito a leggerlo.

Apritelo.

Iniziate il viaggio.

E lasciate che sia Janaab a mostrarvi la strada.

JANAAB – Il Diario Perduto.

“Le pietre ricordano.
Il tempo scorre.
Janaab osserva.”

Ci vediamo dall’altra parte della pagina.

rockers_la_serie 🖤🧡
02/09/2026

rockers_la_serie 🖤🧡

Prossimo Pit Stop
GIOVEDI 17 Settembre
Ore 19

Special Guest - Diego Pagotto

Mirko Frezza Tullio Sorrentino Adriano Battello Pier Francesco Verlato Rust and Glory @

LowRide Mag 🖤🧡
02/09/2026

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LowRide di settembre è in edicola!
Questo mese, tra le altre cose, parliamo di:
Harley-Davidson Italia
Harley-Davidson
Indian Motorcycle
Indian Motorcycle Italia
BMW Motorrad Italia
BMW Motorrad
Motorfest Racalmuto
Wild Wheels Kustom Club
Hog Roman Village Chapter
Harley-Davidson Roman Village
Roma Chapter Italy
Forvm Roma Chapter Italy #9870
Eternal City Moto Show
King of the Baggers
Brescia Chapter
Tridentvm Chapter
Versilia Chapter #7595
La moto di copertina appartiene a Lillo Caravasso la modella è 𝘿𝙖𝙧𝙡𝙮𝙣 𝘽𝙞𝙛𝙛𝙚𝙩𝙩𝙤
Lo scatto è di Marco Frino

www.instagram.com/p/Dcv7eIqIQei/JANAAB – IL DIARIO PERDUTO.Finalmente posso dirvelo.Dopo mesi di scrittura, immagini, re...
01/09/2026

www.instagram.com/p/Dcv7eIqIQei/

JANAAB – IL DIARIO PERDUTO.

Finalmente posso dirvelo.

Dopo mesi di scrittura, immagini, revisioni, idee e qualche notte passata a inseguire la storia Janaab è finalmente tra le mie mani.

Quello che era iniziato come un vecchio diario di viaggio del 2014 è diventato un romanzo.
Un viaggio nel cuore del Messico tra piramidi, antiche civiltà, fotografia, memoria e mistero.
Ma soprattutto, una storia da scoprire pagina dopo pagina.

Oggi posso finalmente condividere con voi questo piccolo grande traguardo: JANAAB – Il Diario Perduto è ufficialmente disponibile.

Potete trovarlo sulle principali piattaforme di vendita e anche su Amazon: https://amzn.eu/d/00Du8pDp

Se avete seguito la nascita di Janaab fin dall'inizio, sapete quanto questo progetto significhi per me. Adesso, però, la storia non appartiene più soltanto a me. Appartiene a chi deciderà di aprire quelle pagine.

E allora… buon viaggio.

Le pietre ricordano.
Il tempo scorre.
Janaab osserva.

Ci vediamo dall'altra parte della pagina.

Attraverso gli occhi, il colore della vita.Forse fotografare significa soprattutto questo: imparare a guardare.La mia ma...
31/08/2026

Attraverso gli occhi, il colore della vita.

Forse fotografare significa soprattutto questo: imparare a guardare.

La mia macchina fotografica quel giorno si è fermata davanti a un sorriso, ma io mi sono accorto che prima ancora della fotografia c’erano i suoi occhi.

Perché sono gli occhi a decidere come raccontiamo il mondo.

E allora forse anche la vita funziona così.

Non sempre possiamo scegliere i colori che ci mette davanti. Possiamo però scegliere come guardarli.

Un rosso può diventare passione. Un blu può diventare libertà. Un giallo può essere luce. E uno sguardo può trasformare un istante qualunque in qualcosa che vale la pena ricordare.

Quella fotografia non racconta soltanto una persona.

Racconta il modo in cui, per un attimo, i suoi occhi hanno incontrato i miei.

E forse è proprio lì che nasce una fotografia: nel punto esatto in cui due sguardi decidono di dare un colore al tempo.

Io ho soltanto premuto il pulsante.

Il resto lo hanno fatto i suoi occhi.

Grazie a Gloria Pierazzo modella per un attimo, per avermi regalato il suo sorriso, la sua spontaneità ,e soprattutto, quello sguardo capace di colorare la vita.

QUANDO RESTA IL COLORE.«Che cosa rimarrà di me quando io me ne andrò? Il colore».Forse non esiste modo più semplice, e a...
30/08/2026

QUANDO RESTA IL COLORE.

«Che cosa rimarrà di me quando io me ne andrò? Il colore».

Forse non esiste modo più semplice, e allo stesso tempo, più potente per salutare Franco Fontana.

Il 29 agosto, a 92 anni, il Maestro ha lasciato la sua amata Modena. © Franco Fontana

Eppure faccio fatica a pensarlo davvero lontano, perché certe persone non se ne vanno: rimangono nelle cose che hanno insegnato a guardare.

Fontana non si è limitato a fotografare il colore. Ha pensato attraverso il colore. Ha trasformato paesaggi, città, ombre e geometrie in qualcosa che andava oltre ciò che avevamo davanti agli occhi. Una fotografia capace di rendere visibile l’invisibile, rompendo le regole e dimostrando che anche il colore poteva diventare poesia.

Oltre cinquanta musei nel mondo custodiscono le sue opere. Più di quattrocento mostre e decine di libri raccontano il suo percorso.
Ma forse, alla fine, tutto questo conta meno di una fotografia capace di fermarti davanti a un’immagine e farti pensare: ma quanto è bello il mondo quando qualcuno sa davvero guardarlo.

Grazie, Maestro.

Continua a colorare il mondo attraverso le tue fotografie, ovunque tu sia. Benedetto Tessitore

I guerrieri della notte e quella patch “maledetta”The Warriors, 1979. The Warriors Ho visto “I guerrieri della notte” ta...
29/08/2026

I guerrieri della notte e quella patch “maledetta”

The Warriors, 1979. The Warriors

Ho visto “I guerrieri della notte” tante, tantissime volte. E ogni volta finisco per osservare gli stessi dettagli: quei gilet marroni, il logo sulla schiena, quell’aria da banda di strada, che almeno ai miei occhi, li ha sempre fatti sembrare dannatamente dei biker.

Eppure Harley-Davidson e Motorcycle Club, nei Warriors, non c’entrano nulla.

O forse sì… almeno un po’.

La celebre patch con il teschio alato, infatti, ha una storia piuttosto curiosa. Il logo originale dei Warriors ricordava terribilmente il famoso - Death Head - il teschio alato associato agli Hells Angels MC.

Secondo le ricostruzioni sulla produzione del film, il disegno dei Warriors sarebbe stato ispirato da una fotografia pubblicata su una rivista, raffigurante una moto costruita in un carcere californiano da un membro degli Hell’s Angels.

Una coincidenza? Forse.

Ma la somiglianza era decisamente troppo evidente per passare inosservata.

E qui entra in gioco una regola fondamentale della cultura MC: i colori e le patch non sono semplici decorazioni. Rappresentano appartenenza, identità, e in determinati contesti, territorio.

I Warriors, naturalmente, non erano un MC e il loro gilet non era un classico three-piece patch.

Ma il cinema aveva creato qualcosa di talmente iconico da diventare, negli anni, quasi un simbolo reale.

Nel 2007, infatti, gli Hells Angels portarono in tribunale un venditore che commercializzava patch ispirate al logo dei Warriors, contestandone la somiglianza con il proprio Death Head.

E allora mi viene da pensare che forse quella patch ci insegna qualcosa.

Sulla strada, come nel cinema, i simboli parlano.

E prima di cucirne uno sulla schiena, sarebbe sempre meglio sapere cosa sta dicendo.

Warriors… come out to play!

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Naples

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