C’era una volta Mola di Bari

C’era una volta Mola di Bari Immagini, ricordi e storie di un paese che vive nel cuore. La memoria di Mola appartiene a tutti noi.

C’era una volta Mola di Bari non è solo una pagina:
è un abbraccio alla nostra storia, un invito a riscoprire il valore dei ricordi, delle persone e dei luoghi che hanno fatto grande il nostro paese. Ogni immagine, ogni racconto, ogni testimonianza è un piccolo frammento d’anima che ci unisce nel nome dell’amore per Mola. Un grazie di cuore va a tutti i gruppi, le pagine e le persone che ogni gior

no ci aiutano a mantenere viva la memoria collettiva, condividendo immagini, documenti e ricordi preziosi. Grazie a chi crede, come noi, che ricordare non è guardare indietro — è tenere accesa la luce di ciò che siamo stati. Un ringraziamento speciale a Filippo Affatati e Nicola Castellana che con passione e dedizione ci aiutano a rifornire la nostra pagina di fotografie storiche e autentiche testimonianze del passato. E un abbraccio al nostro caro amico Leo Acquatico , sempre presente con il suo contributo e il suo entusiasmo contagioso, C’era una volta Mola di Bari non ha scopi di lucro. Nasce per preservare la memoria storica, culturale e sociale della nostra città, raccontando con immagini e parole la vita, gli usi e i costumi di un tempo.

🖼️ Le foto pubblicate hanno esclusivamente valore documentaristico e divulgativo (art. 97 L. 633/1941). Le fonti principali sono il giornale Città Nostra, archivi locali e collezioni private, con citazioni tratte da libri e testi di autori molesi come Michele Calabrese, Nicola Uva, Mario Ventura, Domenico Affatati e molti altri.

💬 Le storie e i ricordi che condividiamo sono il filo invisibile che unisce passato e presente. Custodirla è un atto d’amore verso la nostra storia. ❤️

Tutti insieme, stiamo costruendo un archivio d’amore per la nostra Mola:
una raccolta di emozioni che parla di radici, di identità e di orgoglio. Perché C’era una volta Mola di Bari… e continua a esserci ogni giorno, grazie a tutti voi

Un volto che molti molesi ricorderanno con affetto.Nella fotografia vediamo Gaetano Magistà, persona conosciuta e stimat...
23/06/2026

Un volto che molti molesi ricorderanno con affetto.

Nella fotografia vediamo Gaetano Magistà, persona conosciuta e stimata da tanti cittadini di Mola di Bari.

Per molti anni Gaetano ha portato avanti l'attività che fu di Salvatore Daniele in via Van Westerhout, diventando un punto di riferimento per chi aveva bisogno di materiale elettrico, piccoli accessori per la casa, riparazioni e consigli pratici. In un'epoca in cui internet non esisteva e i grandi centri commerciali erano lontani, negozi come il suo rappresentavano una vera risorsa per il quartiere e per l'intero paese.

Gaetano non era soltanto un commerciante. Molti lo ricordano anche per il suo impegno nel direttivo dell'Associazione AliBlù, contribuendo con disponibilità e spirito di collaborazione alla vita associativa della comunità molese.

Con il passare degli anni l'attività ha lasciato spazio ad altre realtà commerciali. Dopo di lui arrivò la ferramenta Di Donna e oggi, in quei locali, troviamo un negozio di abbigliamento. Cambiano le insegne, cambiano i tempi, ma restano i ricordi delle persone che hanno scritto un pezzo della storia quotidiana del nostro paese.

A Gaetano va il nostro più sincero e affettuoso saluto, con l'augurio di tanta salute e serenità. ❤️

🙏 Ringraziamenti
Un grazie a tutti coloro che continuano a condividere fotografie, ricordi e testimonianze che ci permettono di custodire e raccontare la memoria storica di Mola di Bari.

💬 Lo ricordate?
Avete acquistato qualcosa nel suo negozio? Vi ha mai aiutato con una riparazione o un consiglio? Raccontateci i vostri ricordi nei commenti.

ℹ️ Nota
Per rispetto della storia, delle persone ritratte, delle loro famiglie e della memoria collettiva della nostra comunità, eventuali commenti fuori luogo, offensivi, provocatori, diffamatori o non pertinenti verranno rimossi e, nei casi ritenuti opportuni, segnalati a Facebook. Questa pagina è uno spazio dedicato alla memoria, alla storia, alla cultura e alla condivisione civile dei ricordi di Mola di Bari. Si invitano tutti gli utenti a partecipare con educazione, rispetto e spirito costruttivo.

❤️

Quando le strade di Mola si lavavano con l'acqua e con il rispettoGuardando questa splendida fotografia sembra quasi di ...
23/06/2026

Quando le strade di Mola si lavavano con l'acqua e con il rispetto

Guardando questa splendida fotografia sembra quasi di sentire il rumore dell'acqua che scorre e le voci dei bambini che corrono felici dietro all'autobotte.

Per molti anni, fino agli anni '80 e in parte agli inizi degli anni '90, era una scena normale a Mola di Bari.

Le strade del paese venivano periodicamente lavate e pulite con le autobotti comunali. L'acqua scorreva lungo le vie, portando via polvere e sporco, mentre i più piccoli trasformavano quel momento in un'occasione di gioco e divertimento.

In questa immagine si vede chiaramente l'autobotte al lavoro e attorno tanti bambini incuriositi e felici. In quegli anni bastava poco per divertirsi. Non c'erano smartphone, videogiochi o internet. C'era la strada, il quartiere, gli amici e quelle piccole cose che oggi sembrano appartenere a un altro mondo.

Lavare le strade non era soltanto una questione di pulizia urbana. Era anche un segno di cura verso il paese. Vedere l'autobotte passare significava sapere che qualcuno si stava occupando della comunità e del decoro delle vie che ogni giorno venivano percorse da tutti.

Con il passare del tempo questa abitudine si è progressivamente persa. Sono cambiati i mezzi, sono cambiate le modalità di pulizia e quelle immagini sono diventate sempre più rare fino a scomparire del tutto dalla quotidianità.

Ma chi ha vissuto quegli anni difficilmente può dimenticare queste scene.

L'acqua che scorreva sui basolati.

Le corse dei bambini dietro al camion.

Le mamme affacciate ai balconi.

E quella sensazione di un paese che viveva le sue giornate con ritmi più lenti e forse più umani.

❤️ Chi si ricorda dell'autobotte che lavava le strade di Mola?

❤️ In quale via la ricordate passare?

❤️ E chi, da bambino, correva dietro al camion per giocare con l'acqua?

Raccontatelo nei commenti.

📷 Foto storica d'archivio.

ℹ️ Nota
Per rispetto della storia, delle persone ritratte, delle loro famiglie e della memoria collettiva della nostra comunità, eventuali commenti fuori luogo, offensivi, provocatori, diffamatori o non pertinenti verranno rimossi e, nei casi ritenuti opportuni, segnalati a Facebook. Questa pagina è uno spazio dedicato alla memoria, alla storia, alla cultura e alla condivisione civile dei ricordi di Mola di Bari.

Il Piccolo Mercato di Gianni Labbate: un pezzo di infanzia moleseChi è cresciuto a Mola di Bari negli anni '70 e '80 sic...
23/06/2026

Il Piccolo Mercato di Gianni Labbate: un pezzo di infanzia molese

Chi è cresciuto a Mola di Bari negli anni '70 e '80 sicuramente lo ricorda.

In questo angolo del paese c'era il Piccolo Mercato del signor Gianni Labbate, un piccolo negozio di generi alimentari che per tante famiglie rappresentava molto più di un semplice luogo dove fare la spesa.

Per le nostre mamme era una sicurezza. Bastava entrare e si trovava davvero di tutto: pasta, pane, latte, biscotti, zucchero, caffè, olio, conserve, tonno, legumi, detersivi, bibite, caramelle e quei prodotti che ogni giorno finivano sulle tavole delle famiglie molesi.

Ma il Piccolo Mercato era soprattutto il regno dei bambini.

Chi frequentava le Suore d'Ivrea ricorderà certamente il passaggio quasi obbligato davanti al negozio del signor Gianni.

E quanti di noi hanno assaporato il mitico panino con la Nutella?

Oggi può sembrare una cosa semplice, ma allora era una vera delizia. I cornetti e le colazioni al bar non erano un'abitudine diffusa come oggi e per molti bambini quel panino rappresentava una piccola festa.

C'erano le caramelle Rossana, le liquirizie, le gomme Brooklyn, le gassose, la spuma, le bottigliette di cedrata, i biscotti Saiwa, le merendine che aspettavamo con impazienza e tante altre piccole cose che hanno accompagnato la nostra infanzia.

Dietro quel bancone c'era il signor Gianni Labbate.

Sempre gentile.

Sempre disponibile.

Sempre pronto ad accogliere tutti con educazione e un sorriso.

Era una di quelle persone che conoscevano intere famiglie, vedevano crescere i bambini e diventavano parte della vita quotidiana del quartiere.

Non era soltanto un commerciante.

Era una presenza familiare.

Una persona perbene che con il suo lavoro, la sua correttezza e la sua umanità ha lasciato un bellissimo ricordo nel cuore di tanti molesi.

Oggi, al posto del Piccolo Mercato, è sorta un'altra attività. I tempi cambiano, le insegne cambiano, ma chi ha vissuto quegli anni continua a ricordare quel negozio e soprattutto il suo titolare.

Perché certi luoghi restano nella memoria.

Ma certe persone restano nel cuore.

❤️ E voi ricordate il signor Gianni Labbate?

Quale prodotto compravate più spesso?

E chi si ricorda ancora del panino con la Nutella all'uscita dalle Suore d'Ivrea?

Raccontatelo nei commenti.

📷 Immagine del luogo
ℹ️ Nota
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📸 Via Oberdan, quando il supermercato aveva il volto del signor CampanileCi sono persone che, senza fare rumore, riescon...
23/06/2026

📸 Via Oberdan, quando il supermercato aveva il volto del signor Campanile

Ci sono persone che, senza fare rumore, riescono a lasciare un segno profondo nella vita di un paese.

Persone che non hanno bisogno di grandi titoli o riconoscimenti perché il loro valore è scritto nei ricordi della gente.

Per molti molesi, il signor Campanile è stato una di queste persone.

Negli anni '80 e '90 il suo Supermercato del Risparmio, in via Oberdan, non era soltanto un negozio dove fare la spesa. Era un punto d'incontro, un luogo familiare, quasi una seconda casa per tante famiglie.

Dietro quel supermercato c'era lui.

Sempre presente.

Sempre disponibile.

Sempre pronto ad accogliere ogni cliente con educazione, rispetto e un sorriso sincero.

In un'epoca in cui non esistevano ancora i grandi centri commerciali e la spesa era soprattutto un rapporto umano, il signor Campanile rappresentava l'esempio di un commerciante che metteva al primo posto le persone.

Conosceva i clienti uno ad uno.

Conosceva le famiglie.

Sapeva ascoltare.

Sapeva aiutare.

E soprattutto sapeva farsi voler bene.

Molti ricordano la sua correttezza, la sua serietà professionale e quella disponibilità che oggi sembra appartenere a un'altra epoca.

Era il commercio fatto con il cuore.

Quello in cui dietro una cassa non c'era un dipendente qualsiasi, ma una persona che faceva parte della vita quotidiana del quartiere.

In tanti entravano per comprare il pane, la pasta, la frutta o i prodotti per la casa, ma uscivano portando con sé anche una parola gentile, un saluto, un sorriso.

Piccole cose che oggi sembrano normali, ma che hanno contribuito a costruire il tessuto umano della nostra comunità.

Poi gli anni sono passati.

Sono cambiate le insegne.

È arrivato il Sidis e successivamente la Coop.

Le generazioni si sono succedute e il commercio ha seguito i tempi.

Ma per chi ha vissuto quegli anni, quel luogo continua ad avere un nome ben preciso.

Resta il ricordo del Supermercato del Risparmio.

Resta il ricordo del signor Campanile.

Resta il ricordo di un uomo che con il lavoro, la serietà, l'onestà e la sua innata gentilezza ha saputo conquistare l'affetto e il rispetto di intere generazioni di molesi.

Perché i negozi possono cambiare insegna.

Le pareti possono essere ristrutturate.

Le attività possono trasformarsi.

Ma le persone che hanno lasciato una traccia nel cuore della comunità continuano a vivere nei ricordi di chi le ha conosciute.

❤️ E voi lo ricordate il signor Campanile?

Qual è il vostro ricordo più bello del Supermercato del Risparmio di via Oberdan?

Raccontatelo nei commenti e aiutiamo insieme a conservare la memoria di una persona che ha rappresentato un pezzo importante della storia commerciale e umana di Mola di Bari.

📷 Foto d'archivio

ℹ️ Nota
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Due uomini, due attività storiche, una sola grande lezione: lavorare con serietàIn questa fotografia vediamo due volti c...
22/06/2026

Due uomini, due attività storiche, una sola grande lezione: lavorare con serietà

In questa fotografia vediamo due volti che molti molesi riconosceranno immediatamente.

Da una parte Pippo Cipriani, storico tipografo e fondatore della Grafica Cipriani.

Dall'altra Lino Valentini, per anni punto di riferimento a Mola di Bari per l'assistenza e la riparazione di apparecchi elettronici.

Due attività completamente diverse.

Due mestieri differenti.

Ma uniti dagli stessi valori: serietà, professionalità, competenza e rispetto per i clienti.

Erano gli anni in cui il rapporto umano contava ancora tantissimo.

Entrare nella tipografia di Pippo significava affidare ad un professionista manifesti, partecipazioni, volantini, biglietti da visita e tanti piccoli pezzi della vita di famiglie, associazioni e attività commerciali.

Dietro ogni stampa c'erano esperienza, precisione e passione.

Ogni lavoro veniva seguito con attenzione, perché non si trattava soltanto di carta e inchiostro, ma di qualcosa destinato a lasciare un ricordo.

Allo stesso modo, in Via Carlo Alberto, Lino Valentini rappresentava una certezza per chiunque avesse un problema con una radio, un televisore, un videoregistratore o un impianto stereo.

Erano anni in cui gli oggetti non si buttavano.

Si aggiustavano.

E Lino aveva la capacità, la pazienza e la competenza per ridare vita ad apparecchi che sembravano ormai destinati alla discarica.

Quanti televisori avrà riparato?

Quante radio saranno tornate a suonare grazie alle sue mani?

Quanti ricordi familiari saranno stati salvati grazie alla sua esperienza?

Guardando questa fotografia sembra quasi di rivedere una Mola diversa.

Una Mola fatta di botteghe, laboratori, artigiani e professionisti che conoscevano i clienti per nome.

Una Mola dove il lavoro era prima di tutto una questione di fiducia.

Pippo Cipriani ci ha lasciati nel 2001, ma il suo ricordo continua a vivere attraverso il lavoro svolto e attraverso tutti coloro che lo hanno conosciuto.

Lino Valentini, oggi in pensione, resta invece nei ricordi di tantissimi molesi che hanno avuto modo di apprezzarne la disponibilità e la professionalità.

Questa fotografia non racconta soltanto due persone.

Racconta una generazione.

Una generazione che ha costruito, lavorato e contribuito a rendere migliore la nostra comunità.

❤️ Li ricordate?

❤️ Avete mai conosciuto Pippo Cipriani o Lino Valentini?

❤️ Quali ricordi conservate delle loro attività?

Raccontatelo nei commenti.
📷 Foto d'archivio condivisa per conservare la memoria delle attività storiche di Mola di Bari.

ℹ️ Nota
Per rispetto della storia, delle persone ritratte, delle loro famiglie e della memoria collettiva della nostra comunità, eventuali commenti fuori luogo, offensivi, provocatori, diffamatori o non pertinenti verranno rimossi e, nei casi ritenuti opportuni, segnalati a Facebook. Questa pagina è uno spazio dedicato alla memoria, alla storia, alla cultura e alla condivisione civile dei ricordi di Mola di Bari.

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Chi si ricorda di Fortunato?Nella foto vediamo il signor Fortunato, padre del nostro amico Ivan.Ivan ci scrive:"E chi se...
22/06/2026

Chi si ricorda di Fortunato?

Nella foto vediamo il signor Fortunato, padre del nostro amico Ivan.

Ivan ci scrive:

"E chi se lo scorda quel giorno, 18 gennaio 1986. Qualcuno ricorderà cosa accadde alla scuola Dante. Quel giorno moriva mio padre..."

Noi oggi vogliamo fermarci un attimo e rendere omaggio alla sua memoria.

Purtroppo conosciamo poco della sua storia e proprio per questo chiediamo l'aiuto della comunità molese.

👉 Chi lo ha conosciuto?
👉 Che lavoro faceva?
👉 In quale zona di Mola abitava?
👉 Quali ricordi conservate di lui?
👉 Qualcuno ricorda il 18 gennaio 1986 e quanto accadde in quei giorni?

Ogni persona lascia una traccia nella vita di chi l'ha incontrata. Aiutiamo Ivan a ricostruire, attraverso i vostri ricordi, il ritratto di suo padre.

Un nome, un aneddoto, una fotografia, una semplice parola possono diventare un prezioso tassello della memoria della nostra comunità.

💙 Se lo avete conosciuto, raccontatecelo nei commenti.

**Quando il motore aveva quattro zampe**Guardando questa fotografia sembra di sentire ancora il rumore lento delle ruote...
22/06/2026

**Quando il motore aveva quattro zampe**

Guardando questa fotografia sembra di sentire ancora il rumore lento delle ruote sul selciato.

Un uomo, il suo asino e un carro carico di lunghe travi di legno.

Per molti giovani di oggi può sembrare una scena lontanissima, ma per intere generazioni di molesi questa era la normalità. Prima dei camion, dei furgoni e dei mezzi moderni, il lavoro quotidiano viaggiava così: lentamente, con fatica, sotto il sole, affidandosi alla forza degli animali e alla pazienza degli uomini.

Ogni trasporto richiedeva tempo. Ogni carico richiedeva esperienza. Non esisteva la fretta dei nostri giorni.

Questa immagine non racconta soltanto un mezzo di trasporto. Racconta un modo di vivere. Un mondo fatto di sacrifici, di lavoro duro e di persone che costruivano il proprio futuro con poche risorse ma con tanta dignità.

Quanti di voi ricordano ancora i carri trainati dagli asini per le strade di Mola di Bari?

Raccontateci i vostri ricordi nei commenti. ❤️

📸 **Foto d'epoca della Mola che fu**

ℹ️ **Nota:** Per rispetto della storia, delle persone ritratte, delle loro famiglie e della memoria collettiva della nostra comunità, eventuali commenti fuori luogo, offensivi, provocatori, diffamatori o non pertinenti verranno rimossi e, nei casi ritenuti opportuni, segnalati a Facebook.

**Antonio Gianfrate: il professore di Storia che ha lasciato il segno a Mola di Bari** Persone che, pur appartenendo a u...
22/06/2026

**Antonio Gianfrate: il professore di Storia che ha lasciato il segno a Mola di Bari**
Persone che, pur appartenendo a un'altra epoca, continuano a vivere nei ricordi di una comunità.

Persone che hanno dedicato la propria vita alla scuola, alla cultura e al servizio pubblico, lasciando un'impronta che il tempo non riesce a cancellare.

Tra queste figure c'è certamente **Antonio Gianfrate**, conosciuto da molti semplicemente come il Professore.

Ma lui amava precisare:

**"Professore di Storia."**

Una precisazione che raccontava molto della sua personalità e della sua grande passione per una disciplina che non considerava soltanto una materia scolastica, ma una chiave per comprendere il presente e costruire il futuro.

Per tanti anni Antonio Gianfrate è stato insegnante e successivamente preside della Scuola Media "Dante Alighieri", accompagnando nella crescita generazioni di studenti molesi.

Molti lo ricordano ancora oggi per la sua preparazione, il rigore, la serietà e quel carattere forte che lo rendeva una persona autentica e difficilmente dimenticabile.

Accanto all'attività scolastica scelse di dedicarsi anche alla vita pubblica della città, ricoprendo negli anni gli incarichi di consigliere comunale, assessore e Sindaco di Mola di Bari.

Era un uomo che difendeva le proprie idee con convinzione.

A volte severo.

A volte schietto.

Ma sempre sincero.

Chi lo ha conosciuto bene racconta che dietro quella scorza apparentemente dura si nascondeva una persona generosa, capace di aiutare gli altri con discrezione e senza cercare visibilità.

La sua improvvisa scomparsa, avvenuta a seguito di un tragico incidente stradale, lasciò sgomenti familiari, amici, ex studenti e tutti coloro che avevano condiviso con lui un pezzo di strada.

Ancora oggi il suo nome viene ricordato con rispetto e affetto da tanti molesi.

Perché alcune persone non appartengono soltanto alla loro famiglia o alla loro generazione.

Appartengono alla storia di un intero paese.

E Antonio Gianfrate, con il suo impegno nella scuola e nella vita pubblica, continua a far parte della memoria collettiva di Mola di Bari.

📸 Nella foto Antonio Gianfrate- di Pino Ruggiero

👉 Voi lo ricordate? Lo avete avuto come professore, come preside o lo avete conosciuto personalmente? Raccontate i vostri ricordi nei commenti.

ℹ️ **Nota:** Per rispetto della storia, delle persone ritratte, delle loro famiglie e della memoria collettiva della nostra comunità, eventuali commenti fuori luogo, offensivi, provocatori, diffamatori o non pertinenti verranno rimossi e, nei casi ritenuti opportuni, segnalati a Facebook. Questa pagina è uno spazio dedicato alla memoria, alla storia, alla cultura e alla condivisione civile dei ricordi di Mola di Bari. Si invitano tutti gli utenti a partecipare con educazione, rispetto e spirito costruttivo.

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 # MADONNA ADDOLORATA: TRE SECOLI DI FEDE, STORIA E AMORE PER MOLAC'è una presenza che da quasi trecento anni accompagna...
21/06/2026

# MADONNA ADDOLORATA: TRE SECOLI DI FEDE, STORIA E AMORE PER MOLA

C'è una presenza che da quasi trecento anni accompagna la vita dei molesi.

Una presenza che ha visto passare generazioni di pescatori, contadini, artigiani, emigranti, madri, padri, figli e nipoti.

È la nostra **Madonna Addolorata**, Patrona di Mola di Bari.

La sua storia affonda le radici nel lontano 1724, quando nacque il Sodalizio di Santa Maria dei Dolori, seguito nel 1725 dalla fondazione della Confraternita dei Sette Dolori della Beatissima Vergine. Da allora il culto dell'Addolorata è diventato parte integrante dell'anima stessa della nostra comunità.

La devozione nasce dalle parole del Vangelo di San Luca, quando il vecchio Simeone, rivolgendosi a Maria, pronunciò la celebre profezia:

*"E anche a te una spada trafiggerà l'anima."*

Quelle parole racchiudono il significato più profondo dell'Addolorata: una Madre che soffre insieme al Figlio, una Madre che comprende il dolore umano, una Madre che accoglie le lacrime di chi soffre.

Forse è proprio per questo che i molesi le sono così legati.

Perché nella Madonna Addolorata ogni madre vede sé stessa.

Ogni figlio vede una protezione.

Ogni famiglia trova conforto.

La sua casa è la Chiesa della Maddalena, affidata nel Settecento alla Confraternita dell'Addolorata. Una chiesa che nei secoli è stata restaurata, custodita e amata grazie alla fede della popolazione molese e alla generosità di tanti benefattori.

Anche la statua della Madonna è stata oggetto di continue attenzioni e cure. Nel corso dell'Ottocento venne realizzato il magnifico abito in seta nera ricamato in oro che ancora oggi suscita ammirazione e commozione. Per lungo tempo furono le Clarisse di Mola a custodire gelosamente il prezioso vestito della Vergine, preparandola ogni anno per la grande festa di settembre.

Ed è proprio settembre il mese in cui Mola vive il suo momento più intenso.

La seconda domenica del mese la città si ferma.

Le campane suonano a festa.

Le luminarie illuminano le strade.

Le bande musicali riempiono l'aria di emozioni.

Ma il momento che tutti attendono è uno solo.

L'uscita della Madonna dalla sua chiesa.

Quando il portone si apre e la Patrona appare davanti al popolo, il tempo sembra fermarsi. Gli occhi si riempiono di lacrime, le mani si alzano per un saluto, i cuori battono più forte.

Pochi istanti dopo avviene uno dei gesti più solenni della tradizione molese: il Sindaco consegna alla Madonna le chiavi della città.

Non è un semplice rito.

È il simbolo di un'intera comunità che si affida alla sua Patrona.

Una tradizione che continua da generazioni e che ancora oggi unisce credenti, emigrati e cittadini.

Perché la Madonna Addolorata non appartiene soltanto a chi vive a Mola.

Appartiene anche ai molesi sparsi nel mondo.

A chi vive a New York, Toronto, Montreal, Sydney, Melbourne, Buenos Aires o in qualsiasi altra città lontana.

Basta una fotografia, una marcia funebre, il suono delle campane o l'immagine della processione per sentirsi nuovamente a casa.

Per molti la Madonna Addolorata è la fede.

Per altri è la memoria.

Per altri ancora è il legame con i genitori, con i nonni, con la propria infanzia.

Ma per tutti rappresenta qualcosa di unico.

Rappresenta Mola.

E forse è proprio questo il suo miracolo più grande.

Continuare ad unire un popolo intero dopo quasi tre secoli di storia.

📸 Nella foto, uno dei momenti più solenni della Festa Grande: l'uscita della Madonna Addolorata dalla Chiesa della Maddalena, accolta dall'affetto e dalla devozione del suo popolo.

🙏 Qual è il vostro ricordo più bello legato alla Madonna Addolorata? Raccontatelo nei commenti.



ℹ️ **Nota:** Per rispetto della storia, delle persone ritratte, delle loro famiglie e della memoria collettiva della nostra comunità, eventuali commenti fuori luogo, offensivi, provocatori, diffamatori o non pertinenti verranno rimossi e, nei casi ritenuti opportuni, segnalati a Facebook. Questa pagina è uno spazio dedicato alla memoria, alla storia, alla cultura e alla condivisione civile dei ricordi di Mola di Bari. Si invitano tutti gli utenti a partecipare con educazione, rispetto e spirito costruttivo.

Quando il porto era una scuola di vita.Siamo tra gli anni '80 e '90 sul molo del porto di Mola di Bari, nei pressi del d...
21/06/2026

Quando il porto era una scuola di vita.

Siamo tra gli anni '80 e '90 sul molo del porto di Mola di Bari, nei pressi del deposito carburanti.

Un giovane marinaio è seduto sulle reti da pesca e, con pazienza e maestria, sta rattoppando una maglia danneggiata.

Per molti potrebbe sembrare un gesto semplice.

Per chi appartiene alla cultura del mare, invece, rappresenta una vera arte tramandata di generazione in generazione.

Ogni rete aveva bisogno di cure continue.

Dopo le uscite in mare, dopo una notte di lavoro, dopo il passaggio tra scogli, alghe e correnti, arrivava il momento della manutenzione.

Seduti sulle banchine del porto, i pescatori passavano ore a cucire, annodare e riparare le reti, preparandole per la successiva battuta di pesca.

Era un lavoro silenzioso.

Un lavoro fatto di esperienza, sacrificio e pazienza.

Dietro ogni pesce che arrivava sulle tavole delle famiglie molesi c'erano queste mani laboriose, segnate dal sale, dal sole e dagli anni trascorsi in mare.

Sul fondo dello scatto si riconosce perfettamente il profilo della nostra Mola di Bari.

Si distingue il campanile della Chiesa di Loreto che svetta sul paese, mentre il porto appare tranquillo, quasi immobile, in una giornata che oggi sembra appartenere a un'altra epoca.

Questa era la Mola dei marinai.

La Mola delle reti stese al sole.

La Mola delle barche che partivano prima dell'alba e rientravano con il pescato.

La Mola dove il porto non era soltanto un luogo di lavoro, ma una vera famiglia allargata.

Molti ragazzi imparavano proprio qui i segreti del mestiere osservando i più anziani.

Guardavano come si riparava una rete, come si preparavano le attrezzature e come si rispettava il mare.

Perché il mare dava da vivere, ma pretendeva anche rispetto.

Quanti di voi ricordano queste scene sul porto?

Quanti hanno avuto un padre, un nonno, uno zio o un fratello pescatore?

E chi si ricorda le reti stese lungo il molo ad asciugare dopo una lunga giornata di lavoro?

Raccontate i vostri ricordi nei commenti. ❤️⚓🌊

📸 Foto: Filippo Affatati, che ringraziamo per aver conservato e condiviso questo prezioso frammento della memoria storica di Mola di Bari.

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⚓🌊❤️

Indirizzo

Mola Di Bari
70042

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