Riccardo Asaro Photographer

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Riccardo Asaro Photographer Il profilo di Riccardo Asaro, aggiornato al 2026, delinea una figura artistica poliedrica e profondamente radicata nel panorama culturale italiano.

Nasce come fotografo Nel 1999
Specialista in Ritratto Ambientato,
poster, calendari
Fotografo Pubblicitario
Libero Professionista
Socio AFIP international
Associazione Fotografi D'élite Professionale Internazionale Nato a Mazara del Vallo il 12 settembre 1978, Asaro è oggi riconosciuto come musicista, cantautore e fotografo, capace di far convergere l’analisi sociologica della realtà con l’emozi

one della creazione sonora e visiva. Attività Musicale e Produzione
Come musicista e cantautore, Riccardo Asaro ha costruito un repertorio che unisce scrittura d’autore e cura meticolosa degli arrangiamenti.
• Discografia: Le sue opere sono distribuite sulle principali piattaforme di streaming. Tra i lavori di maggior rilievo si ricordano il singolo "La Strada del Via Vai" (novembre 2023) e brani dal forte impatto narrativo come "NON POTRAI MAI ESSERE UN UOMO", "PAPA'", "Adesso Sono Cazzi Tuoi", "Scrivo Per Te", “Armani – Il Mago Moda”, “Scrivo per te”, “Io te e la moto”, “Rimango nella mia Patria”, “ Ho bisogno di arrabbiarmi”, “Vorrei fare l’amore con te”, “Mia Ama il suo Mondo”, “E lo sai”, “Strade Differenti”, “Sei Bellissima”, Dietro la Radio”, “Lascia che l’arma cada”, “Paura”, “Cercati una donna”, “Voglio ballare con te”, “Movimento d’amore”, “Esei qui vicino a me”, La mia città”, “Arriva l’estate”, “Chi Sei”, “Su due strade differenti”, “E passa il tempo”, “Ospedale”, “Il vento può cambiare”, “Domani è un bel giorno vedrai”, “Suonando Album” etc.
• Produzione e Imprenditoria: È il titolare della Riccardo Asaro Production e della Mary Studio Recording (sia etichetta discografica che studio di registrazione). Attraverso il canale SoundCloud della sua produzione, esplora contenuti che spaziano dal mondo della musica a quello dell’ Immagine (Fotografia e Video). Fotografia: Tra Reportage, Arte e Verità
In ambito fotografico, Asaro è un fotografo Nikonista Advanced di consolidata esperienza, presente sulle più prestigiose piattaforme del settore come JuzaPhoto, Nikon Club, Flickr e 500px.
• Evoluzione Tecnica (Fotografo dal 1 settembre 1999): Ha iniziato il suo percorso con la pellicola utilizzando una Nikon FM3, seguita dai modelli F65, F75 e F80. Nel 2003 avviene il passaggio al digitale con la D70, sostituita nel 2006 dalla D200. Nel 2013 la svolta con l'adozione della D800, definita "insuperabile" per la sua capacità di alimentare la voglia di fare fotografia. Nel 2020 approda al sistema Mirrorless con una Fujifilm X-T20 e poi nel 2021 con la Nikon Z7. Nel 2026, ha completato la sua transizione tecnologica acquistando un secondo corpo fotografico, la Nikon Z7II e vendendo contemporaneamente il sistema Fujifilm (X-T20), chiudendo definitivamente la fase delle sperimentazioni sulle simulazioni pellicola per concentrarsi sulla fedeltà assoluta dei colori attraverso alcuni brand Come: Nikon, ect.
• Mostre e Riconoscimenti: La sua carriera espositiva vanta tappe significative, tra cui: Nel ottobre 2006, e nel Maggio 2007 sono state pubblicate alcune sue foto per la Rivista Internaziionale Digital Camera Magazine, Nel 2015 ottiene La presidenza Onoraria alla nuova sede scattando Trapani (sede di zona della Associazione Internazionale di Scattando Italia), sempre nel 2015 entra a far parte di uno dei fotografi che hanno realizzato il calendario per Duchenne Parent Project – Onlus con il calendario del 2016, la realizzazione dell’ app Nikon con alcune foto di Riccardo Asaro, Nel 2020 ottiene il terzo posto al catalogo Internazionale di Nikon, Ottiene anche il riconoscimento di Nikon Come: Nikon Fotografo Advance. Ha partecipato in alcune mostre come Gubbio, Expo di Londra, Mostra al Molo di Lucca, e la partecipazione alla Seconda Biennale Internazionale di Palermo. In quest’ultima occasione, le sue opere sono state inserite nel catalogo ufficiale, con una menzione speciale per la celebre immagine "Goddess Dancing", divenuta uno dei suoi scatti più iconici.
• Stile e Specializzazione: Ama la fotografia di Paesaggio, Ritratto ambientato, still life e macro. È particolarmente stimato per la Ritrattistica Ambientata, ambito in cui possiede un vero "asso nella manica" per quanto riguarda la composizione, riuscendo a inserire il soggetto in un contesto che ne narra la storia attraverso la luce. La Fotografia come Specchio della Realtà (Visione 2026)
Per Riccardo Asaro, la tecnica fotografica è uno strumento di analisi sociologica. La sua filosofia si basa sul contrasto tra due visioni del mondo:
• La Verità Documentaria (Nikon): Rappresenta l'onestà dello sguardo e la volontà di tramandare ai posteri il "colore reale" del nostro tempo, preservando la memoria storica senza alterazioni.
• La Critica alla "Società del Filtro": Asaro vede nell'uso eccessivo di filtri e simulazioni (simboleggiati da alcuni sistemi es: Fuji,etc. o dai social network) una fuga dalla realtà e una ricerca di perfezione artificiale. La sua scelta di tornare integralmente a Nikon nel 2026 è un atto di resistenza contro una società che "vende sogni" e maschera i difetti del reale, rischiando di produrre una memoria futura priva di dignità documentaria. In sintesi, che sia attraverso un banco mixer nel suo Mary Studio Recording o attraverso l'obiettivo di una mirrorless, o una reflex , l'obiettivo di Riccardo Asaro resta uno solo: raccogliere la luce che colpisce il soggetto, rilasciando i colori che scolpiscono il buio per preservare la verità e trasformarla in un'emozione autentica che possa resistere al tempo.

02/06/2026
I vessilli domestici che sventolano nel cuore della città
26/05/2026

I vessilli domestici che sventolano nel cuore della città

26/04/2026

Riccardo Asaro Photographer© Ritratti Ambientati

19/04/2026
Riccardo Asaro Photographer© -Shooting fotografico con Salvatore dell'Arno (Sax)
19/04/2026

Riccardo Asaro Photographer© -Shooting fotografico con Salvatore dell'Arno (Sax)

Buonaserata Ragazzi!
15/02/2026

Buonaserata Ragazzi!

IL TRAGUARDO DEL SILENZIOMancano solo gli ultimi gradini. Dopo averne contati a decine, la salita finalmente finisce e i...
25/01/2026

IL TRAGUARDO DEL SILENZIO
Mancano solo gli ultimi gradini. Dopo averne contati a decine, la salita finalmente finisce e il respiro, prima affannato, inizia a calmarsi.
Si sale per staccarsi dal rumore del mondo, per lasciarsi alle spalle il caos delle strade sottostanti. Una volta in cima, non ci sono più passi da fare. Resta solo il silenzio.
È un silenzio denso, che serve per ascoltare. In questo vuoto, lontano dai rumori della valle, la mente si apre. La fatica della scala svanisce, lasciando spazio a un momento di pace assoluta davanti alla soglia della chiesa. Qui, la salita diventa attesa.
Photo by Riccardo Asaro Photographer©

Ortigia (SR)
25/01/2026

Ortigia (SR)

Nel panorama della fotografia professionale italiana, AFIP International rappresenta da decenni una delle voci più autor...
25/01/2026

Nel panorama della fotografia professionale italiana, AFIP International rappresenta da decenni una delle voci più autorevoli, non solo per la sua storia, ma anche per la coerenza con cui ha saputo interpretare i cambiamenti del settore, adattarsi all’evoluzione della professione e, soprattutto, promuovere una cultura dell’immagine fondata su qualità, etica e valorizzazione dell’autorialità.

L’associazione nasce nel 1960 come AFIP — Associazione Fotografi Italiani Professionisti — su iniziativa di un gruppo di fotografi milanesi, guidati dal desiderio di dare dignità e rappresentanza a una categoria allora spesso percepita più come artigianato che come espressione intellettuale o culturale. In quegli anni, l’Italia viveva una stagione di trasformazione profonda, economica e sociale, e la fotografia stava acquisendo un ruolo centrale nella comunicazione pubblicitaria, editoriale e industriale. Era dunque necessario creare un punto di riferimento stabile, capace di tutelare i diritti dei fotografi e, al tempo stesso, contribuire a definire uno statuto professionale condiviso.

Nei decenni successivi, AFIP si è affermata come una vera e propria istituzione, contribuendo attivamente alla formazione di una coscienza collettiva tra i professionisti dell’immagine. Tra gli anni Settanta e Ottanta, in particolare, l’associazione ha svolto un ruolo di primo piano nel dibattito culturale sulla fotografia, promuovendo mostre, incontri, tavole rotonde e pubblicazioni che hanno permesso di approfondire tematiche cruciali legate al linguaggio fotografico, al diritto d’autore, alla committenza e all’identità professionale.

Una delle caratteristiche distintive di AFIP è sempre stata la sua capacità di tenere insieme tradizione e innovazione. L’associazione ha raccolto al suo interno alcune delle figure più significative della fotografia italiana — da Aldo Ballo a Giovanni Gastel, da Gabriele Basilico a Maria Vittoria Backhaus, solo per citarne alcuni — senza mai perdere il contatto con i nuovi linguaggi visivi, con le generazioni emergenti e con le trasformazioni tecnologiche. Questo equilibrio è stato reso possibile anche grazie a una struttura aperta e dinamica, che ha privilegiato il dialogo tra i soci e una visione inclusiva della professione, dove l’eccellenza non si misura solo con la notorietà, ma anche con la qualità e l’impegno etico.

Nel 2013, AFIP ha compiuto una scelta importante, trasformandosi in AFIP International. La nuova denominazione ha segnato un’espansione non solo simbolica, ma concreta del raggio d’azione dell’associazione, che ha iniziato a dialogare in modo più sistematico con realtà internazionali, aprendo i propri confini a fotografi che operano anche all’estero, coinvolgendo nuovi interlocutori del mondo dell’arte, della moda, della pubblicità e dell’industria creativa a livello globale. In questo modo, AFIP si è adeguata a una realtà professionale sempre più fluida e interconnessa, dove la distinzione tra locale e globale, analogico e digitale, istituzionale e indipendente è diventata sempre più sfumata.

In questi ultimi anni, AFIP International ha saputo consolidare ulteriormente il proprio ruolo, non soltanto come associazione di categoria, ma come soggetto culturale attivo nella promozione della fotografia italiana nel mondo. Ha curato eventi, talk, rassegne e iniziative editoriali, spesso in collaborazione con istituzioni di prestigio come la Triennale di Milano, la Fondazione Stelline, il Politecnico e altre università. Ha inoltre continuato a impegnarsi nella tutela dei diritti dei fotografi, nella definizione di tariffe professionali eque, nella diffusione della cultura del diritto d’autore e nella promozione di buone pratiche nella committenza, sia privata che pubblica.

Ma forse il tratto più importante che distingue AFIP International è la sua vocazione alla costruzione di comunità. In un’epoca segnata dalla frammentazione, dalla precarietà e da una certa solitudine professionale, AFIP offre ancora oggi uno spazio di confronto reale, umano e professionale, dove i fotografi possono trovare ascolto, scambio, ispirazione e, soprattutto, appartenenza. Non è un caso che molti giovani professionisti guardino oggi all’associazione non solo per ciò che rappresenta a livello istituzionale, ma anche per ciò che riesce a trasmettere in termini di ethos, di spirito di collaborazione, di responsabilità collettiva verso la fotografia come mestiere e come forma d’arte.

Guardando al futuro, AFIP International appare ben consapevole delle sfide che attendono la professione: la sovrapproduzione di immagini, la concorrenza algoritmica, il mercato editoriale in trasformazione, l’equilibrio tra libertà creativa e sostenibilità economica. Ma proprio per questo, la sua esistenza è oggi più necessaria che mai. In un mondo in cui tutto sembra immediatamente disponibile, dove il valore del lavoro intellettuale è spesso messo in discussione, un’associazione come AFIP International è un presidio culturale, una rete di valori, un riferimento solido per chi continua a credere nella fotografia come atto consapevole, costruito, pensato.

In definitiva, la storia di AFIP è la storia della fotografia professionale italiana: una storia fatta di battaglie, trasformazioni, riconoscimenti e passioni. Un racconto collettivo che continua a evolversi, con lo sguardo sempre rivolto al futuro, ma con radici profonde nel rispetto per la qualità, la professionalità e la dignità del mestiere.

Laura Toni

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