22/05/2026
Novembre 2022.
Ero ricoverata in ospedale dopo un grave incidente stradale…
Nella stanza accanco alla mia, era ricoverato un uomo di cui non ho mai visto il volto, ma ne sentivo le urla. Ogni notte le infermiere andavano nella sua stanza per assisterlo ed incoraggiarlo:
“Dai Armando che ce la fai, forza”.
In tutto questo io ero paralizzata nel mio letto, con il desiderio da cristiana di volergli predicare quello che noi, la chiesa, chiamiamo “La buona notizia,il vangelo”, ma ero impotente, ferma, immobilizzata nel mio letto. A quel punto una domanda sorse spontanea nella mia mente: “Dio in mezzo a tutto questo dolore tu esattamente dove sei?”, e lui rispose.
“Io sono nel grido di Armando, il punto non é dove sono io, ma é dove sei tu? Cosa stai facendo per il mio regno?”
Non ho mai visto il volto di Armando, ma forse é proprio questo il punto, dall’ebraico “El Roi”, Il Dio che mi vede”.
Dio vede il dolore di coloro che per il mondo sono “invisibili”, non ho mai visto il volto di Armando, ma Dio lo conosceva per nome.
Se guardiamo come Dio vede, possiamo allora dire che anche nel dolore possiamo trovare un senso.
Oggi con la l’opera Come Tralci siamo entrati nell’ospedale di Vizzolo, nel reparto di pediatria, attraverso il dipartimento della Gioia nel cuore.
La sposa di Cristo é davvero luce nelle tenebre quando risponde al grido di Armando.