Fabrice Van Opdenbosch

Fabrice Van Opdenbosch Photos

06/07/2025
25/01/2025
Primo passo
15/11/2024

Primo passo

Un giorno il Coraggio incontrò la Paura e le disse:
"Quando ti deciderai ad attraversare quel ponte per passare dalla mia parte? Sono giorni che te ne stai lì ferma sull'orlo del precipizio a fissare il vuoto".
La Paura rispose:
"Non posso muovermi. Credimi, vorrei attraversare questo ponte per raggiungerti ma non posso. Temo che resterò qui per sempre".
"Sì può sapere cosa ti spaventa tanto?
Il ponte è sicuro, non crollerà".
"Ho la sensazione che se mi muoverò da dove sono adesso qualcosa andrà storto.
Dove mi trovo ora mi sento più al sicuro, conosco ogni cosa qui intorno a me,
ormai ci ho fatto l'abitudine".
"Quindi stai bene dove stai, cioè sei felice?".
"No, penso che la felicità sia altrove".
"E allora che aspetti a muoverti?
L'abitudine, l'infelicità, il rimanere con i piedi piantati a terra nonostante il tuo corpo ti chieda di volare, prima o poi uccidono.
Devi muoverti per sopravvivere.
Vuoi sapere come ho fatto io a trasformarmi
da Paura in Coraggio?".
"Mi stai dicendo che non sei sempre stato Coraggio?".
"No, anche io sono stato come te un tempo, anche io mi sono ritrovato dalla tua parte
e ho pensato che sarebbe stato meglio non muovermi mai, non cambiare mai.
Poi ho capito. Ho capito che non avrei voluto morire sapendo di non aver visto cosa c'era altrove. Ho capito che era tutto nella mia testa: mi ero convinto che fossi destinato a rimanere dove ero, che nulla potesse mutare.
Ma il destino a volte sei tu a guidarlo.
Così a un certo punto ho chiuso gli occhi,
ho respirato a fondo e ho fatto il primo passo. E poi un altro passo e un altro ancora.
E fare ogni passo diventava sempre più semplice, meno faticoso, meno spaventoso. Alla fine sono arrivato nel punto esatto dove volevo arrivare. Lì ho scoperto che chiunque può diventare Coraggio perché la forza di fare il primo passo ce l'abbiamo dentro, dobbiamo solo trovarla e portarla allo scoperto.
Trova la Paura, trovala quella forza e stringila. Lei ti guiderà fino a me".

Sabrina Ferri

Carico mentale condiviso
15/11/2024

Carico mentale condiviso

Memoria non dimenticare
15/11/2024

Memoria non dimenticare

L’avevano fermata, le avevano detto che il suo velo era fuori posto, che doveva sistemarlo meglio, che coprisse come si deve. Uno sguardo di ammonizione, una regola ripetuta, e un comando che pesava come catene invisibili.
Ma invece di abbassare lo sguardo, di ti**re quel velo come le avevano detto, si toglie il velo. Poi la giacca, la camicia. Strato dopo strato, libera la pelle, si scrolla di dosso le catene.
Nel cuore pulsante di Teheran, nel cortile dell’università, rimane in biancheria intima, ma rivestita di un coraggio e una dignità che superano ogni stoffa.
Gli sguardi si accalcano su di lei: alcuni pesanti, di giudizio; altri increduli, come se stessero respirando libertà per la prima volta. Lei è una nota stonata in un coro di silenzi, un punto esclamativo in un libro di regole immutabili.
La terra sotto i suoi piedi è sempre la stessa, ma il cielo sembra abbassarsi per accoglierla. Si domanda se il vento senta il peso di tutte le parole che non si sono mai osate.
Gli occhi degli altri si posano come pietre sul suo corpo, mentre le voci si sussurrano contro di lei, tempeste di giudizi. Ma nel suo silenzio c’è un grido che sfida il mondo.
Arrivano per spegnere la sua fiamma, ricoperti di divise che trasudano conformità. La afferrano con forza, la trascinano via, mentre lei resta muta, forte come una roccia. La portano in un luogo dove sperano di spezzarla, di soffocare quel fuoco indomabile. La trasferiscono in un ospedale psichiatrico, dove tentano di etichettare come “follia” il suo desiderio di libertà. Ma non capiscono che le idee non si possono ammanettare, né chiudere in una stanza bianca.
Donna. Libera. Rivoluzione che cammina a piedi nudi sul selciato della storia.
Il suo corpo è un manifesto, la sua pelle è inchiostro vivo, e oggi ha scritto una nuova pagina di libertà.
Nel dipartimento rimane il suo ricordo, un’ombra luminosa, un’equazione irrisolta sul muro. Perché spogliarsi dei simboli imposti è l’unico modo per rivestirsi di infinito.
PS: La ragazza si chiama Ahou Daryaei, studia letteratura francese all’Università di Oloom Tahghighat, in Iran.
Un eroe di cui avevamo bisogno!

"Maurizio Stefanelli"

Ottobre
20/10/2024

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