KLAK

KLAK In pista alla costante ricerca di immagini e suoni sinceri... Insomma, di materia genuina, ma non si tratta di una macelleria. Perciò... Buona visita!

"Klak", a mio parere, è il suono che emettono durante lo scatto di una fotografia le lamelle dell'otturatore di una fotocamera reflex. Quando si aprono e si chiudono per far passare la luce, la fanno arrivare al sensore - l'odierna pellicola - e la foto scattata viene memorizzata nel chip. Un'onomatopea, quindi, per definire sia il nome della pagina, sia le mie grandi passioni, la fotografia e il

suono, in particolar modo la musica. Mi piace pensare che sia quando si scatta una foto, sia quando si gira un video viene catturato un momento, che rimane impresso, e ognuno di esso è portatore di una storia. Per questo ho scelto come motto "Catching the moment". Il mio obiettivo per questa pagina è pubblicare belle foto e bei video, non importa quali siano i soggetti.

Nawrūz.Ieri era il capodanno persiano, gioiosa festa per il popolo che abita all’incirca il territorio dell’Iran. Come l...
21/03/2022

Nawrūz.
Ieri era il capodanno persiano, gioiosa festa per il popolo che abita all’incirca il territorio dell’Iran.

Come lo so? Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non l’ho appreso da un articolo di qualche giornaletto o tiggì mainstream, che vuole riempire i propri spazi editoriali, né dall’internet. La forza dell’intrattenere relazioni con persone di culture e nazionalità diverse, fortunatamente, si dimostra ancora una volta valida per accrescere il proprio bagaglio culturale: un amico nativo persiano mi ha parlato ieri, giorno della ricorrenza, di questa festa rilevante per lui e i suoi conterranei. E siccome oggi è il primo giorno di primavera, mi è venuto naturale domandargli se l’essere a ridosso fosse una coincidenza o meno. Ebbene si: il capodanno persiano, in lingua “nowruz” che significa “nuovo giorno”, simboleggia la rinascita e la guarigione peculiarmente collegate alla stagione fra l’inverno e l’estate, in cui i campi tornano fertili e la natura si risveglia. È una festa molto antica, profondamente radicata nella società iraniana, e nel 2009 è stata riconosciuta patrimonio culturale intangibile dell’umanità dall’Unesco.

Abbino l’aneddoto, che con piacere ho narrato, a questa foto che “guarda avanti”, verso l’orizzonte della bella stagione, per cercare qualcosa che solo lo spettatore sa, e dà per un momento le sp***e al vissuto 💐

Un altro fenomeno naturale, dopo il mare, che aiuta a focalizzare l’attenzione su di sé, a mio avviso, è la nebbia.Dal p...
06/03/2022

Un altro fenomeno naturale, dopo il mare, che aiuta a focalizzare l’attenzione su di sé, a mio avviso, è la nebbia.

Dal punto di vista dei sensi, se il mare è fragorosa apertura, fiducia, persistente impeto, gioia, pace, lungimiranza, variabile brezza, rappresentato da
- vibrazione meccanica del moto delle onde che giunge all’orecchio
- onde elettromagnetiche, tendenti a colpire l’occhio, della distesa blu (a cielo sereno) fino all’orizzonte con lunghezza d’onda fra 440 e 520 nanometri
- molecole d’acqua fresca tangibili e imbottigliabili
- aria leggera con odore di fauna marina e di salsedine
- ginopaoliano sapore di sale
la nebbia è tutto un altro mondo.

Essa è chiusura, solitudine, distanziamento, immobilità, inquietudine, prudenza, perdizione per antonomasia.
- Con l’orecchio, se il luogo è già silenzioso di suo, è paragonabile a una camera anecoica, altrimenti ovatta e attutisce i suoni
- Con l’occhio, se è canutamente f***a non vedi al di là del tuo naso
- Con la pelle, se le permetti di lambirti è come se ti pungessero tante apine minuscole
- Col naso, se inspiri inali una sorsata di aria “pesante” mista acqua fresco-gelida che non ti disseta
- Con la lingua aka con la pelle, con aggiunta di sapore di niente

Entrambi i fenomeni naturali sono potentemente inebrianti, ciascuno con le sue affascinanti caratteristiche. In comune, se si vuole, hanno la capacità di staccare il cervello da pensieri e stimoli esterni e aiutarlo a focalizzarsi su ragionamenti e moti interiori. Delineano, se vogliamo, due predisposizioni d’animo, due stadi mentali diversi corrispondenti a due stati di materia diversi dello stesso, semplice-ma-complesso elemento: l’acqua 🌊☁️

Le fauci di un dinosauro che sta per addentare qualcosa, o la chela aperta di un granchio, o anche una muffola. Si cresc...
13/01/2022

Le fauci di un dinosauro che sta per addentare qualcosa, o la chela aperta di un granchio, o anche una muffola.

Si cresce, ma se fin da bebè hai imparato a riconoscere delle forme nelle nuvole è impossibile che tu riesca a smettere.

Passando di sfuggita, mi è sembrato il fumo causato da un’esplosione di qualche fabbrica (in Piemonte, negli ultimi tempi, ce ne sono stranamente tante) o l’incendio in una casa. Poi fermandomi, perché fotografare questo paesaggio invernale risultava invitante, ho realizzato fosse un grande e canuto cumulonembo, alto almeno quanto un grattacielo, e ho riempito gli occhi e il cuore di gratitudine per questo spettacolo.

🦖 🦀 🧤

La finestra di Overton è un metodo d’indagine sociologica che tenta di spiegare i meccanismi di persuasione delle masse....
29/12/2021

La finestra di Overton è un metodo d’indagine sociologica che tenta di spiegare i meccanismi di persuasione delle masse. L’inventore di questa tecnica popolare nell’ingegneria sociale, Joseph Overton, è venuto a mancare a 43 anni per un incidente aereo; tuttavia, il suo studio ha avuto un’importante notorietà postuma.

Sempre più conosciuta fra gli specialisti di marketing e pubblicità, non è per nulla raro che venga applicata su scala aziendale, regionale, statale o mondiale al fine di orientare le preferenze, le decisioni e i modi di pensare delle persone.
Il sociologo, nello specifico, studiò come ogni idea proposta, per quanto possa essere in un primo momento eccentrica e inammissibile, se opportunamente e gradualmente canalizzata nel calderone dei media, riesce a ritagliarsi una sua “finestra” di opportunità nell’opinione pubblica.

Non è necessario ti**re in ballo la teoria dei memi per avvalorare una concezione di propagazione dei pensieri così attuale e diffusa. Secondo Overton, comportamenti ieri ritenuti fuori dal mondo oggi sono considerati normali, domani verranno incoraggiati e dopodomani saranno regola. Come per magia, tutto avvenendo senza anche apparenti costrizioni.

La “finestra” non ha tendenze conservatrici, né progressiste, né reazionarie. Lo schema, che procede a tappe, può essere attuato da chiunque possieda l’attitudine di influenzare e far compiere azioni a un ampio numero di individui, ed è così strutturata.

Impensabile
Radicale
Accettabile
Regionevole
Popolare
Regola

La finestra dell’idea è via via più aperta dalla prima all’ultima parola, mentre all’inverso la libertà (di pensiero di ogni singolo, non necessariamente libertà di movimento o d’azione) è minore.

Lascio a voi, se vi ha intrigato l’argomento, il piacere di approfondirlo e di trarne conclusioni. Il mio giudizio si dirige, più che alle realtà attuali e passate, all’anatomia e al funzionamento del nostro cervello. Nella fattispecie, a come sia sensibile a stimoli esterni e al modo in cui, pur essendo un’unità singola a se stante, abbia la facoltà di “sincronizzarsi” su determinate azioni con le masse grigie senzienti e pensanti a sé prossime, in numero minore o maggiore a seconda dell’aspirazione e della grandezza dell’input ricevuto 🧠

C’è stato un tempo non troppo breve, nei primi anni 2000, in cui con un cellulare si provava a fermare il momento (per c...
08/12/2021

C’è stato un tempo non troppo breve, nei primi anni 2000, in cui con un cellulare si provava a fermare il momento (per conservarlo e riguardarlo, non per pubblicarlo) fotografando il paesaggio mentre la neve cadeva dal cielo. Premuto un grande pulsante centrale sulla tastiera, guardando il risultato sul minuscolo schermo grande poco meno della mano di un neonato, presto la delusione era pronta a pervaderti. Si, perché dopo essere riusciti a malapena a far stare nell’inquadratura il soggetto innevato desiderato con una spruzzata qua e là di pixeloni bianchi, o una sua strana rappresentazione a bassa risoluzione, era già tanto che sullo schermo non ti comparisse un avviso che recitava “Per fotografare i fiocchi con un cellulare aspetta tempi migliori, caro/a. Fatti una digitale!” e la faccina che fa la linguaccia. Poi, siccome per miracolo qualche fiocchetto sembrava fosse stato catturato, l’istinto invece portava a girare il telefono per controllare se sull’obiettivo ci fosse della sporcizia. Bloccavi il telefono, passavi a fare altro con un po’ di sana e dolce rabbia.

Tornando a oggi, invece, basta spendere, dici poco, un cicinin più di mille euri per essere dei o delle “Pro”.

Ed ecco che inizia a nevicare. Tiri su la serranda o apri la persiana e, guardando fuori dalla finestra, vedi tutto imbiancato. Scendi in strada perché, nonostante percorrendo qualche chilometro in montagna ce ne sia a palate, in città è sempre un evento raro e suggestivo. Pensi “Originale questa, la pubblico!”. Cacci fuori dalla tasca la tua macchina computazionale, che nella maggior parte dei casi ormai è resistente all’acqua perché senò, dopo aver speso uno stipendio o più per comprarlo, partirebbero cause su cause peggio di una guerra a p***e di neve. Apri l’applicazione fotocamera. Pigi col ditino su una porzione di pixel che fanno il comando di scatto alla CPU. Ti viene restituita una riproduzione fedelissima della realtà. Pizzichi lo schermo per vedere i dettagli. Sei felice del risultato. Con buona probabilità la pubblichi. Blocchi il telefono. Passi a fare altro.

Meglio prima o ora? O nessuna delle due epoche? ❄️

Anche sulla Luna ci sono l’arcobaleno, per non dimenticare l’essenza dei colori, e un turet, in caso si abbia sete, non ...
17/11/2021

Anche sulla Luna ci sono l’arcobaleno, per non dimenticare l’essenza dei colori, e un turet, in caso si abbia sete, non si sa mai 🌈

Nonostante si facciano mille sforzi per risultare individui unici e/o controcorrente, è nella natura umana sfociare nell...
03/11/2021

Nonostante si facciano mille sforzi per risultare individui unici e/o controcorrente, è nella natura umana sfociare nell’essere bandiere al vento che si fanno trasportare dai flussi (d’aria).
Sia chiaro e cristallino, lasciarsi cullare e condurre da uno o più soffi può essere positivo e appagante. Tuttavia, la perenne esposizione alle brezze provenienti da ognidove, restando a vessilli spiegati, ci rende influenzabili e, possibilmente, controllabili. La sensazione a lungo andare può essere di smarrimento, stordimento o peggio di annichilimento, come aver effettuato diversi passaggi nella centrifuga di una lavatrice o trascorso un importante stato d’ebbrezza.

Più che talvolta, ammainare le stoffe del proprio drappo può far sì che la nostra esibizione ai venti forti, polarizzati e continui non intacchi troppo il tessuto. Il logoramento o deterioramento lo snaturerebbero delle sue caratteristiche distintive e sostanziali, rendendolo incapace di mantenere un saturo vigore cromatico e di comunicare i connotati coi quali era stato concepito.
Sapere quale vento prendere e quale non cavalcare: questo rende più prezioso, ricercato e visibile il nostro stendardo 🏳

Essere ittiologi professionisti non è necessario per comprendere l’attività della pesca. Da millenni gli esseri umani si...
22/09/2021

Essere ittiologi professionisti non è necessario per comprendere l’attività della pesca. Da millenni gli esseri umani si sfamano anche con le creature che popolano il mare, oppure armeggiano canne ed esche per praticare uno sport e poi restituiscono i pesci al loro habitat.

A meno che non si faccia alla maniera basic e rudimentale, con bastone appuntito e tante reattività e tenacia, il barbatrucco con le canne da pesca è sempre il medesimo. L’animale acquatico ha fame, perché dall’alimentazione dipende la sua sopravvivenza, e vedendo un animaletto o una sua imitazione artificiale muoversi e luccicare si precipita per gustarlo, ma sbrang! Un amo aguzzo trafigge il suo palato, facendolo rimanere impigliato e alla mercé del pescatore.
Capita, usando esche più grandi di vermicelli o mosche, che invece di indurre il pescando in tentazione cibaria si voglia innescare in esso l’istinto di difesa del territorio: la grande esca assicurata all’amo risulta una minaccia e egli si adopera per proteggere strenuamente, ad esempio, la prole o del cibo accumulato, e agguanta il corpo estraneo.
Infine, anche le creature marine, lacustri o fluviali, esattamente come noi, sono curiose di sapere cosa si palesi al cospetto della loro vista. Vogliono comprendere cosa sia quello strano oggetto che ha l’ardire di solcare le acque in modo così imprudente, perciò lo braccano e lo mordicchiano.

Un’altra caratteristica immutabile di questo esercizio di procacciamento del vitto è l’amore per l’ambiente acquatico e i suoi paesaggi: c’è della poesia nello stare seduti ad ascoltare il suono dello scrosciare e sfregare delle molecole di H2O.
Mentre correnti e meteo a parte, lato umano ciò che muta non è l’uniforme da sub, ma la pazienza. In certi giorni se ne dispone in misura maggiore, in altri in quantità minore, ma quando si ha la passione per qualcosa non conta stare 10 minuti o tre ore con la canna da pesca in mano. Conta essere in riva a un corso d’acqua o su un’imbarcazione e tentare la fortuna sfruttando la propria bravura 🎣

Per entrare nel mese di settembre vi delizio con un componimento della poetessa statunitense Emily Dickinson.Nella sua p...
01/09/2021

Per entrare nel mese di settembre vi delizio con un componimento della poetessa statunitense Emily Dickinson.

Nella sua poetica era solita scrivere di natura (argomento nel quale mi riconosco fortemente), amore e morte, e più che scoprirla al liceo o all’università in letteratura angloamericana ne sto gustando i tratti guardando la serie omonima sulla piattaforma Apple TV+.

La poesia, intitolata “The May-Wine”, il vino di maggio, descrive come l'inebriante arrivo dell'estate ci doni gioia, voglia di vivere e sensazioni senza pari, migliori dell’ebbrezza alcolica. Niente di meglio che gettarci anima e corpo in quell'ubriacatura ambientale che vorremmo fosse perenne, che cerchiamo con ogni mezzo di prolungare, anche quando la natura comincia a ritirarsi.
Nei versi si nota una serie di immagini a rinforzo del desiderio di godere appieno dei tesori estivi, senza lasciarsene scappare nemmeno una goccia, di assaporare fino in fondo quel liquore non distillabile da umani, fatto d'aria, di rugiada, di cieli che sembrano diventare un colante metallo fuso d'azzurro.

“Assaporo un liquore mai distillato -
Da Boccali scavati nella Perla -
Nemmeno tutte le Bacche di Francoforte
Darebbero un tale Alcol!

Inebriata d'aria - sono -
E Ingorda di Rugiada -
Barcollo - per sconfinati giorni d'estate -
Da taverne di Azzurro Fuso -

Quando gli "Osti" getteranno l'Ape ubriaca
Fuori dalla porta della Digitale -
Quando le Farfalle - rinunceranno ai loro "sorsi" -
Non farò che bere di più!”

[…]

Fanno più rumore gli alberi che crescono nel bosco o le ombre stese dal sole galoppanti sul terreno andando verso sera? ...
28/07/2021

Fanno più rumore gli alberi che crescono nel bosco o le ombre stese dal sole galoppanti sul terreno andando verso sera?

Nessuna delle due opzioni: sono i volatili cinguettanti appollaiati sui rami e i conigli selvatici che saltellano qua e là con le loro zampette a rompere gentilmente la quiete consolatrice.

Le finestre aperte a corrente, con le porte che se non le blocchi con qualcosa si chiudono sbattendo (ma che oooh!). I t...
21/06/2021

Le finestre aperte a corrente, con le porte che se non le blocchi con qualcosa si chiudono sbattendo (ma che oooh!).
I temporali improvvisi quando sei a piedi o in bici per strada e non hai l’ombrello, e l’umidità afosa che ne deriva dopo.
Le canottiere o, meglio, i torsi nudi per non avere nulla che si appiccichi addosso e faccia secernere alla pelle ulteriore sudore.
I piedi nudi sul pavimento di casa, e se si potesse anche per le vie delle città.
I ghiaccioli perché sono più dissetanti dell’acqua quando la disidratazione è ormai in atto.
Il ventilatore come temporaneo migliore amico.
I finestrini dell’auto tutti giù perché il climatizzatore raffredda troppo e quando scendi buschi un malanno.
Il “Bere tanta acqua, mangiare frutta e verdura e non uscire nelle ore calde”, come suggerito da un TV magazine che assurge a telegiornale, che fa solo avvampare di più i pori della pelle che neanche un altoforno.

Per questo e tanto altro che potete suggerire nei commenti, signore e signori, benvenute e benvenuti in estate! 🏖

Un salto nel cielo.Immaginate fare un balzo in una pozzanghera d’acqua piovana per schizzare e fare cik ciak coi piedi e...
05/05/2021

Un salto nel cielo.
Immaginate fare un balzo in una pozzanghera d’acqua piovana per schizzare e fare cik ciak coi piedi e, invece di ba****si, scoprire che si tratta di un varco per viaggiare anni luce nello spazio-tempo. Oppure che sia la porta d’ingresso per un mondo immaginario. O ancora che sia una sorta di teletrasporto o di passaggio per giungere senza mezzi di trasporto a una destinazione desiderata nel presente.

Viaggiare con la fantasia, anche guardando un “semplice” laghetto sull’asfalto, è gratis. A voi il comando! ☔️

Indirizzo

Via B. Bosco 15/3-4
Genova
16121

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