23/09/2026
Devo ammettere che gli ultimi quattro anni sono stati tra i più difficili della mia vita. E chi mi conosce davvero sa di cosa parlo.
Sono stati anni vissuti sulle montagne russe: salite, discese, emozioni fortissime. Momenti in cui sembrava di avere tutto sotto controllo e altri in cui ogni certezza sembrava sgretolarsi.
Sono successe tantissime cose, troppe per poterle raccontare tutte, se volete saperle prendiamoci un caffè ☕️
Ci sono stati cambiamenti che ho scelto e altri che non avevo previsto. Persone che sono entrate nella mia vita e altre che, lentamente o all’improvviso, ne sono uscite. Per fortuna, direi.
Alcune sono rimaste, poche ma importanti, e per questo le ringrazio.
Altre hanno lasciato un segno anche andando via. Ho scelto di prendere da ognuna ciò che di buono aveva da darmi, lasciando andare il resto.
Ci sono stati incontri inattesi, nuove consapevolezze e parti di me che non sapevo nemmeno di avere, che ho dovuto imparare a conoscere da zero.
Il 2026 è stato un anno di transizione. Ho dovuto lasciare andare molto, fermarmi, ricostruire pezzo dopo pezzo e poi ripartire.
Ho imparato a vivere e convivere con ciò che non potevo controllare e a trovare dentro di me quelle risposte che, per molto tempo, avevo cercato negli altri.
Forse un ciclo non si chiude quando finiscono le difficoltà, ma quando smettiamo di essere la persona che quelle difficoltà ci hanno costretto a diventare.
E questo è ciò che scelgo di portare con me.
Non gli anni difficili, ma ciò che mi hanno insegnato, il tempo è stato un magnifico maestro.
Non le persone che ho perso, ma il valore di quelle che hanno scelto di restare.
Non tutto ciò che è andato storto, ma la forza che ho trovato per rialzarmi e continuare, anche da solo.
Il 2027 deve ancora arrivare, ma sento di essere davanti a qualcosa di nuovo.
Più consapevole.
Più autentico.
Più mio.
Senza il bisogno di tornare indietro.