Gianfranco Ganzaroli photos

Gianfranco Ganzaroli photos Da oltre trent'anni fotografo spettacoli, performance raccontando per immagini ciò che mi circonda Grosoli, 42. La casa, dunque, come
rifugio, simbolo di unità.

Gian Franco Ganzaroli nasce a Ferrara nel marzo del 1961 Nel 1986 quasi per caso acquista la sua prima reflex ed inizia a fotografare,scoprendo cosi un novo modo di comunicare. Acquista riviste e libri sulla fotografia scopre i grandi maestri:Gianni Berengo Gardin, Robert Kappa, Enri Cartier Bresson .Compra l'occorrente per stampare e sviluppare le fotografie in proprio e si crea un suo stile fatt

o di forti contrasti .Predilige le pellicole ad alta sensibilità per avere una 'grana ' evidente e per lavorare in luce ambiente senza l'ausilio del flash. Scopre la fotografia di inizio secolo dove i colori erano inseriti a matita o ad acquerello. Piu o meno nello stesso periodo entra in contatto con Giuseppe Tassinari e Giovanni Corazza due fotografi di Ferrara che gli faranno da maestri . I quali lo introdurranno ai "trucchi del mestiere " sviluppo del negativo, stampa,uso della luce ec... Sul finire degli anni 80 entra in contatto con 'Atelier il passaggio' di Giuliana Berengan e Massimo Roncarà , per cui documenta a livello fotografico 'Esperimento Alchera' una serie di performance poetiche teatrali all' interno di varie luoghi siti in Ferrara. Nel 1989 inizia a realizzare servizi matrimoniali Nel 1990 collabora con la 'Style Agency' realizzando servizi di moda e fotografando le sfilate . Nel 1991 partecipa ad una iniziativa del 'sindacato degli artisti' intitolata Fuori Luogo e la sua fotografia L'ombra del pubblico viene inserita nel catalogo della manifestazione. Tra il 1991 e il 1992 realizza alcuni servizi fotografici per La nuova Piazza Nell'anno 1992 viene realizzato un catalogo dello scultore Domenico Pieviani in cui vengono incluse diverse fotografie realizzate durante una installazione dello scultore tenutasi in uno dei giardini 'nascosti' di Ferrara. Dal 1993 inizia un percorso personale che lo porterà decisamente verso il reportage diventando un 'cacciatore di immagini'. Negli anni sucessivi inizia a prender forma un modo di fotografare che viene
definito "poesia visuale" dal noto artista ,blogger e futurista Roberto
Guerra ,foto a volte quasi oniriche, fiabesche che sembrano voler raccontare
storie in unico fotogramma
Da qui nasce l'esigenza di farsi riconoscere in modo immediato e fa realizzare da un
designer pubblicitario americano il logo F-oneimages con cui firma i suoi lavori per
un periodo, per poi tornare negli ultimi anni a firmare i suoi lavori con nome e cognome. Nel 2009 alcune sue fotografie realizzate per progetto Alchera vengono inserite nel
libro-catalogo " I favolosi anni ottanta, Ferrara fabbrica di idee" curato da Giuliana
Berengan e Massimo Roncarà per ripercorrere 25 anni di vita dell'Atelier Il Passaggio da loro stessi
ideato e fondato a Ferrara nel 1984 che verrà presentato nel ridotto del teatro comunale. Negli anni a seguire espone due mostre alla biblioteca Bassani di Ferrara,
partecipa alla collettiva Mozzafiato 2 sulla violenza sulle donne. Sul finire del 2015 diviene socio della neo nata Ferrara Film Commission con cui
segue nel 2016 il primo Ferrara Film Festival realizzando vari reportage , esce dal Ferrara Film Commission un paio d'anni dopo. Sempre nello stesso periodo entra in contatto con " Bal'Danza" curando la parte
fotografica di " Viva la Musica Viva suonare un quadro danzare la parola
fotografare un suono". Una serie di tre concerti performance in cui le varie
discipline artistiche dialogano tra loro e con il pubblico,ottenendo un ottimo
successo di pubblico il tutto organizzato con Orchestra città di Ferrara e
fondazione Teatro comunale di Ferrara. Sempre ne2015 alcune sue foto vengono scelte per la copertina e da inserire all'interno del
libro di poesie di Micaela Zambardi " Nella coperta del soffio vitale" edito da faust
edizioni
In aprile del 2016 partecipa all'asta artistica, insieme ad altri artisti a favore
dell'associazione Giulia onlus con tre fotografie . In novembre 2016 come fotografo ufficiale copre l'evento alla Certosa
monumentale di Bologna : “Siamo ombra e luce. La danza degli opposti” – Quadri
d’Autunno organizzato da Sphera di Emilia Sintoni che descrive cosi il suo
progetto : E uno spettacolo itinerante in quattro quadri , con danza , musica e
recitazione, attraverso alcuni suggestivi luoghi della certosa. Un percorso particolare, all’interno di un luogo speciale, in cui sperimentare poli
opposti: vita e morte, giorno e notte, buio e luce, ma anche ragione e passione,
sogno e follia…

Una sintesi, con alcune variazioni, del cuore di “Siamo Luce ed Ombra” (e globale,
un Progetto artistico integrato, caratterizzato dal
Un’interpretazione artistica e visionaria del loro punto di contatto, del dialogo e dello
scambio fra l’uno e l’altro, in continuo ed incessante movimento. Attraverso la recitazione
di testi e poesie e l'esecuzione di brani originali, accompagnati da musica, danza e
dall'affascinate e perturbante scenario artistico della Certosa , lo spettacolo propone
un'esperienza speciale di racconti e simboli, dall'alfa all'omega , seguendo le forme
dell'Ouroboros, serpente primordiale , simbolo dell'infinito e dell'eternitàro quadri, con
danza, musica e recitazione, attraverso alcuni suggestivi luoghi della Certosa di Bologna


Alla Biblioteca Bassani gli “Scatti sparsi” di un poeta visuale. articolo di Andrea Musacci
7 maggio 2015 alle ore 9:55
Alla Biblioteca Bassani gli “Scatti sparsi” di un poeta visuale
13 mag
Gli “Scatti sparsi” di Gian Franco Ganzaroli, esposti alla Biblioteca Bassani di Barco fino al 15
giugno, al di là del titolo seguono un filo rosso, rappresentano un percorso di vita personale
dell’artista, ma nel quale non è difficile rispecchiarsi. La mostra è nata quasi casualmente,
“scoprendo” tra diverse fotografie fatte negli anni, in momenti diversi, le tappe mai definitive di un
lungo itinerario esistenziale. Si parte infatti da”La fede perduta” simboleggiata da un oratorio abbandonato, immagine del dubbio
e dell’assenza di qualcosa di prezioso, per arrivare, mai in modo lineare, ad una sempre maggiore
presa di coscienza della realtà e della propria interiorità (“Quiete”). Così si intervallano momenti
difficili (“Se così non fosse…”), incerti (“Pensieri”), ad altri nei quali la consapevolezza diventa
forza (“Con tutto me stesso”) e si afferma una serena saggezza riflessiva (“Solo tra un po’!”). Il
tragitto è segnato più o meno velatamente da un bisogno profondo di spiritualità, di religiosità che
ben denotano la personalità di questo “poeta visuale”. Ganzaroli ha iniziato la sua attività di fotografo nell’88, e tra le prime mostre ricorda con piacere
quelle nella sala mostra della Stazione di Ferrara, ora chiusa, a metà degli anni ’90. L’esposizione di
fotografie è ad ingresso libero negli orari di apertura della Biblioteca Bassani, dal martedì al sabato
(9-13) e dal martedì al giovedì (15-18:30). Andrea Musacci
Pubblicato su la Nuova Ferrara il 12 maggio 2013
Ganzaroli e la ricerca del sé alla Bassani. Articolo di Andrea
Musacci
Ganzaroli e la ricerca del sé alla Bassani
12 nov
La nuova mostra fotografica di Gianfranco Ganzaroli, “Un altro tempo un altro luogo”, è visitabile
fino al 30 novembre alla Biblioteca Comunale Bassani in via G. Un’odissea personale,
un viaggio nel tempo, quello del ricordo, non lineare ma irrazionale, come quello del sogno. Un
percorso, dunque, che pone al centro la persona, il suo volto, che cerca di cogliere il proprio sé
trasfigurandolo. Si parte dai punti di riferimento del “pellegrino interiore”: il dove, il quando, il
cosa. La “scultura naturale” che con la sua luce indica la via da seguire (“L’albero a guardia dei
sogni”), il tempo a-temporale (“Un altro tempo, un altro luogo”) del sogno, l’atavico ricordo della
nostra natura (“La fata del bosco”). Il percorso ripercorre le tappe dell’ “Inferno”, nell’inquietudine,
nella solitudine e nello smarrimento (“Un fantasma dal palcoscenico”, “Marinaio a terra”, ad
esempio). Un percorso lungo e tortuoso, una ricerca di sé nel profondo per riscoprire le proprie
radici (“L’uomo dei boschi”), l’unità del proprio sé, la propria identità. Ritrovato il proprio luogo, la propria origine (“Tornando a casa”), il
viaggio può rincominciare, ma ora “La fuga” finale non è più da sé stessi, ma dentro una prospettiva
ben precisa di autorealizzazione. L’esposizione è ad ingresso gratuito negli orari di apertura della Biblioteca Bassani (martedì e
sabato dalle 9 alle 13, martedì, mercoledì e giovedì dalle 15 alle 18.30). Andrea Musacci
Pubblicato su la Nuova Ferrara il 12 novembre 2013 1986: Genesi di una passione

Nel 1986 quasi per caso acquista la sua prima reflex ed inizia a fotografare, scoprendo cosi un nuovo modo di comunicare. Acquista riviste e libri sulla fotografia scopre i grandi maestri: Gianni Berengo Gardin, Robert Kappa, Henry Cartier Bresson. Compra l’occorrente per stampare e sviluppare le fotografie in proprio e crea un suo stile fatto di forti contrasti. Predilige le pellicole ad alta sensibilità per avere una ‘grana’ evidente e per lavorare in luce ambiente senza l’ausilio del flash. I maestri

Nello stesso periodo entra in contatto con Giuseppe Tassinari e Giovanni Corazza, due fotografi di Ferrara che gli faranno da maestri. Sono loro che lo introdurranno ai “trucchi del mestiere“: sviluppo del negativo e stampa, uso della luce …

I primi servizi

Sul finire degli anni 80 entra in contatto con ‘Atelier il passaggio‘ di Giuliana Berengan e Massimo Roncarà, per i quali documenta a livello fotografico ‘Esperimento Alchera‘ una serie di performance poetiche teatrali all’interno di diversi luoghi e siti di Ferrara. Nel 1989 inizia a realizzare servizi matrimoniali.

1990 – 2000

Nel 1990 collabora con la ‘Style Agency‘ realizzando servizi di moda e fotografando le sfilate . Nel 1991 partecipa ad una iniziativa del Sindacato degli Artisti intitolata “Fuori Luogo” e la sua fotografia “L’ombra del pubblico” viene inserita nel catalogo della manifestazione. Tra il 1991 e il 1992 realizza alcuni servizi fotografici per La nuova Piazza. Nell’anno 1992 viene realizzato un catalogo dello scultore Domenico Pieviani in cui vengono incluse diverse sue fotografie realizzate durante una installazione dello scultore tenutasi in uno dei “giardini nascosti” di Ferrara. Dal 1993 inizia un percorso personale che lo porterà decisamente verso il reportage diventando un ‘cacciatore di immagini‘. Nel 1997 si trasferisce a Pontelagoscuro ed entra in contatto con la Proloco Pontelagoscuro , con cui tutt'ora collabora.

2000 – 2010

Negli anni successivi inizia a prendere forma un modo di fotografare che viene definito “poesia visuale” dal noto artista, blogger e futurista Roberto Guerra: fotografie a volte oniriche, fiabesche che sembrano voler raccontare storie in un unico fotogramma. Da qui nasce l’esigenza di farsi riconoscere e fa realizzare da un designer pubblicitario americano il logo Foneimages con cui firma i suoi lavori per un periodo, per poi tornare negli ultimi anni a firmare i suoi lavori con nome e cognome. Nel 2009 alcune sue fotografie realizzate per progetto Alchera vengono inserite nel libro-catalogo “I favolosi anni ottanta, Ferrara fabbrica di idee” curato da Giuliana Berengan e Massimo Roncarà per ripercorrere i venticinque anni di vita dell’Atelier Il Passaggio da loro stessi ideato e fondato a Ferrara nel 1984 e che verrà presentato nel ridotto del Teatro Comunale.

2010 – 2015

Negli anni a seguire espone due mostre alla Biblioteca Bassani di Ferrara e partecipa alla collettiva Mozzafiato 2 ideata per contrastare la violenza sulle donne. Nel 2015 alcune sue foto vengono scelte per la copertina e da inserire all’interno del libro di poesie di Micaela Zambardi “Nella coperta del soffio vitale” edito da Faust Edizioni. Sul finire del 2015 diviene socio della neo nata Ferrara Film Commission con cui segue nel 2016 il primo Ferrara Film Festival realizzando vari reportage. Sempre nello stesso periodo entra in contatto con “Bal’Danza” curando la parte fotografica di “Viva la Musica Viva, suonare un quadro danzare la parola fotografare un suono“. Una serie di tre concerti performance organizzati con Orchestra Città di Ferrara e Fondazione Teatro Comunale di Ferrara, in cui le varie discipline artistiche dialogano tra loro e con il pubblico, ottenendo un ottimo successo e apprezzamenti da parte di giornalisti, critici e lo stesso pubblico che ha assistito alle rappresentazioni.

2016 – 2017

Nell’aprile del 2016 partecipa, insieme ad altri artisti non soltanto ferraresi, ad un’asta artistica a favore dell’Associazione Giulia onlus con tre fotografie. Nel novembre 2016 come fotografo ufficiale, copre l’evento alla Certosa Monumentale di Bologna “Siamo ombra e luce. La danza degli opposti” – Quadri d’Autunno organizzato da Sphera di Emilia Sintoni che descrive cosi il suo progetto Luoghi della Certosa. Una sintesi, con alcune variazioni, del cuore di “Siamo luci ed Ombra” (evento svolto in giugno/luglio 2016). Un percorso particolare, all’interno di un luogo speciale, in cui sperimentare poli opposti: vita e morte, giorno e notte, buio e luce, ma anche ragione e passione, sogno e follia… Un’interpretazione artistica e visionaria del loro punto di contatto, del dialogo e dello scambio fra l’uno e l’altro in continuo ed incessante movimento. Attraverso la recitazione di testi e poesie e l’esecuzione di brani originali, accompagnati da musica, danza e dall’affascinate e perturbante scenario artistico della Certosa, lo spettacolo propone un’esperienza speciale di racconti e simboli, dall’alfa all’omega, seguendo le forme dell’Ouroboros, serpente primordiale, simbolo dell’infinito e dell’eternità: quadri con danza, musica e recitazione, attraverso alcuni suggestivi luoghi della Certosa di Bologna. Sin dal Gennaio del 2017, segue la regista e danzatrice Emilia Sintoni, alla ricerca dei luoghi nella Certosa monumentale di Bologna, dove creare il nuovo spettacolo “Viaggio nel labirinto. Io, l’Altro: La danza del doppio” che verrà poi rappresentato il 20 Luglio 2017 ottenendo un grande successo. VIAGGIO NEL LABIRINTO – Io, l’Altro: la danza del doppio

E’ uno spettacolo itinerante con quadri di danza, musica e recitazione attraverso alcuni affascinanti luoghi della Certosa. Un percorso ispirato al simbolo del Labirinto e al mito del Minotauro che lo abita. Un viaggio inteso come metafora dell’esplorazione di diverse parti del Sé, attraverso l’incontro con alcune figure collegate al simbolo del Doppio – la statua, lo specchio, l’ombra, l’eco, il sosia-gemello, la maschera – e il confronto con le proprie emozioni, la parte razionale e la parte istintiva, l’Io e l’Es, alla ricerca della loro integrazione ed equilibrio. I luoghi dove si snoda lo spettacolo all’interno della Certosa sono situati in vari punti, dove viene rappresentato ogni volta un “quadro” diverso con recitazione, musica e danza ispirato al mito del Minotauro nel Labirinto e alla simbologia del Doppio. Dopo un inizio che rimanda all’entrata in un metaforico labirinto di specchi, il percorso prosegue seguendo un filo rosso che traccia le linee di un immaginario viaggio al suo interno, accompagnando lo spettatore-viaggiatore attraverso luoghi particolari dove avviene l’incontro con diversi personaggi e situazioni vissute dal protagonista della storia grazie al confronto con le proprie immagini, doppi, parti di sé…fino a un immaginario “centro” del Labirinto. Il nostro labirinto all'interno della Certosa è metaforico per quanto anche quest’ultima, con i suoi percorsi, portici, chiostri, sotterranei… sia in un certo senso un labirinto oltre che un luogo dove passato, presente e futuro si incrociano. Un luogo denso di punti di ingresso e comunicazione verso altre dimensioni, verso l’altro e l’ignoto, verso altri mondi laddove il dedalo sembra assumere la forma di uno scambio simbolico, in cui la morte e la vita sono lo sdoppiamento di una stessa realtà. Rappresentiamo l’entrata nel labirinto dei Doppi attraverso lo “sfondamento” di uno specchio-parete, che conduce il viaggiatore all'interno della nuova dimensione del possibile e della ricerca. In fondo, la Certosa stessa è un luogo denso di “doppi” intesi come presenze del ricordo, di parti di noi, della nostra storia ed eredità ma anche ricco di doppi artistici e architettonici frutto dell’opera dell’uomo: statue, ritratti, monumenti. Gli ultimi anni

Negli anni successivi, Gian Franco Ganzaroli continua la propria ricerca personale avvicinandosi alla poesia Haiku (poesia breve giapponese). Da qui nasce l’unione indissolubile e reciproca tra i titoli di ogni fotografia e l’immagine stessa, in un’armonia che rafforza e completa l’emozione, il significato e il messaggio dell’artista. Alla fine del 2019 sino all'inizio del 2020 insieme all'amico e fotografo Giovanni Corazza, realizza un calendario traendo spunto da un’idea di Lucia Conti per un impegno contro la violenza sulle donne. Con il sostegno del Centro di promozione sociale “La Scuola” e il patrocinio del comune di Ferrara, il calendario viene stampato in 500 copie completamente esaurite: gli utili vengono donati a UDI e CDS cultura di Ferrara.

Indirizzo

Ferrara

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Recensini ed interviste

In mostra le fotografie di Gian Franco Ganzaroli

L'artista espone alla biblioteca Bassani dal 2 al 30 novembre

📷Dal 2 al 30 novembre l’area espositiva della biblioteca Bassani (via Grosoli 42 a Barco) ospiterà la mostra fotografica “Un altro tempo un altro luogo” del poeta visuale Gian Franco Ganzaroli.