25/01/2020
Sulla fotografia di matrimonio
E’ strano, da qualche anno a questa parte si assiste sempre piu’, da parte di colleghi matrimonialisti, un cambiamento di stile nei loro lavori e chi invece inizia oggi lo da per “predefinito”. Mi riferisco “all’american style”.
Foto meno curate nell’inquadratura, filtri vintage, softar a volte esasperato ecc., tutte foto che, a parte per l’attrezzatura, le avrebbe potute fare chiunque.
Sicuramente in molte situazioni risultano belle perché spontanee, ma basta tutto questo?
Negli States, i fotografi matrimonialisti piú ricchi e che hanno lavorato di piu’, sono stati, fino alla seconda metá degli anni ’80, gli italiani; si sono trovati in un Paese dove la fotografia matrimoniale altro non era che fotografia di pura documentazione, fatta in maniera molto distratta e con poca accortezza nei riguardi della luce. Lo stile italiano ha fatto strada, pur percorrendone una alquanto classica rispetto a quanto stava accadendo in Italia.
Tutto e’ finito per loro col digitale e con l’esasperazione del suo uso, soltanto chi ha avuto la fortuna di avere figli giovani, continua a cavalcare l’onda del successo, sfortunatamente sono rimasti davvero in pochi, il digitale ha fatto nascere centinaia di fotografi in piu', facile scattare.
Lo stile italiano nella fotografia di matrimonio comunque li’ viene visto ancora con grande ammirazione e curiositá, anche se, lontano da loro, dai loro ritmi, dalla loro cultura.
Dobbiamo ringraziare persone come Oreste Pipolo, Salvatore Di Vilio e Attilio Pavin se la fotografia matrimoniale ha acquistato da noi una sfumatura artistica, oltre che di documentazione.
Ma ora che succede?
Perche’ guardare oltreoceano e copiare cose non “nostre”?
E’ la novità che lo sta portando al successo, la mancanza di cultura fotografica o una mia miopía?
Sarei curioso di conoscere il vostro pensiero, grazie!
😉
paolo cardone