Felice Ciccone

Contatta l'azienda

Felice Ciccone Mi chiamo Felice Ciccone, sono un fotografo e videomaker. Creo contenuti digitali e lavori di grafica per social e siti web.

Negli anni ho avuto l’occasione di lavorare in molti ambiti del digitale trovandomi ad affrontare situazioni di ogni tipo.

A Castel Volturno lo Stato stanzia milioni di euro per un nuovo CPR. Ma basta fare due passi lungo la Domiziana per capi...
25/10/2026

A Castel Volturno lo Stato stanzia milioni di euro per un nuovo CPR. Ma basta fare due passi lungo la Domiziana per capire il vero paradosso di questo territorio.

Diventa facile credere che il fulcro di tutto sia l’emergenza immigrazione. Oggi la rabbia si scaglia contro i migranti, trasformati in un comodo capro espiatorio per decentrare l’attenzione da chi ha devastato queste terre decenni fa, nel totale silenzio delle istituzioni.

Parliamo di un comune in dissesto finanziario che conta circa 31.000 residenti, di cui quasi 6.000 sono migranti regolari. Ma a questi si aggiunge un’ombra immensa: tra i 15.000 e i 21.000 irregolari non censiti. Una massa di invisibili che sopravvive negli scheletri di cemento di vecchi abusi edilizi, tra le rovine di una pineta che non esiste più e un fiume violentato.

Un tessuto sociale soffocato dal caporalato, dove i fondi post-Covid sono diventati l’esca per l’usura ai danni di chi cercava solo di regolarizzarsi.
Camminando nei luoghi della strage del 18 settembre 2008, è impossibile non riflettere su come la comunità immigrata e quella locale siano, da decenni, accomunate dallo stesso tragico destino: entrambe vittime dell’assenza dello Stato e della morsa della criminalità organizzata, barricate in una disperata guerra tra poveri.

Guardando questo degrado, la domanda sorge spontanea: ha davvero senso costruire un recinto per arginare un’emergenza, in un territorio che lo Stato ha già abbandonato a se stesso?

Cockroach *1 Autoritratti aggiornati.
06/09/2026

Cockroach *1

Autoritratti aggiornati.

Badminton 🏸📸
01/09/2026

Badminton 🏸📸

‘O cecatiello.Mi capita di fotografare eventi di ogni tipo, dalle cerimonie private alle feste di paese. Molto spesso l’...
30/07/2026

‘O cecatiello.
Mi capita di fotografare eventi di ogni tipo, dalle cerimonie private alle feste di paese. Molto spesso l’obiettivo di chi scatta sembra essere solo il risultato finale: mostrare la bellezza degli addobbi, l’affluenza delle persone, la perfezione del cibo.
La parte che io preferisco, invece, è il “prima”.
Sono le famiglie, i volontari che organizzano, chi m***a i gazebo e chi sta in cucina. Quando partecipiamo a una sagra, in realtà, siamo ospiti nella festa di qualcun altro. Questi eventi nascono proprio così: come festeggiamenti di una comunità che apre le porte a chiunque per celebrare il raccolto o un qualche tipo di culto.
Oggi c’è la tendenza a trasformare tutto in una semplice compravendita di un’esperienza, rendendo eventi un tempo autentici la pallida imitazione di loro stessi. Ma per fortuna ci sono le eccezioni. Feste come quella del cecatiello, rievocata dopo 30 anni, ci restituiscono l’essenza della vera festa: quella che non inizia il giorno dell’evento, ma settimane prima, quando in paese se ne comincia a parlare.

Cumuli!? ⚡️
28/07/2026

Cumuli!? ⚡️

Riconoscere una casa.Angoli, finestre, porte, soffitti, mobili. Trovo bellissimi i posti incasinati. Spesso immaginiamo ...
10/07/2026

Riconoscere una casa.

Angoli, finestre, porte, soffitti, mobili. Trovo bellissimi i posti incasinati. Spesso immaginiamo la casa ideale come uno spazio ordinato e minimale, ma sono i luoghi vissuti, colmi di oggetti e dettagli, a esercitare su di me il fascino maggiore.

La natura mi ha sempre colpito perché sa essere vasta anche in pochi centimetri: sotto un sasso, tra i fili d’erba di un prato o sulla chioma di un albero si celano mondi invisibili a uno sguardo distratto. Allo stesso modo, spostare il punto di vista all’interno delle mura domestiche permette di riscoprire il quotidiano. Esaurire la bellezza di un luogo, quando si impara a guardarlo davvero, diventa un’impresa impossibile.

Cosa vedo quando sono dall’altra parte della camera?Quando imposto l’autoscatto e vado a mettermi nella posizione che ho...
09/07/2026

Cosa vedo quando sono dall’altra parte della camera?

Quando imposto l’autoscatto e vado a mettermi nella posizione che ho deciso è come se non stessi scattando io. La sensazione è quella di sdoppiarsi. C’è un me che prova a fotografare e ha già deciso e un me che in quel momento cerca di mettersi dove l’altro l’ha pensato.

Indirizzo

Benevento

Sito Web

Notifiche

Lascia la tua email e sarai tra i primi a sapere quando Felice Ciccone pubblica novità e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a Felice Ciccone:

Scelte rapide

Condividi