06/12/2019
Da un lavoro intimo, solitario, un momento di raccoglimento personale, a esposizioni condivise con altri artisti. È così che Stella Ranza crea la sua arte: “viva e generosa”, il racconto inconscio delle sue esperienze presenti e passate che con il corso del tempo si intreccia con una ricerca di tecnica e stile. Già grazie alla madre e alla sua passione per l’arte e successivamente attraverso i racconti di un nonno “mitico”, amico di Lucio Fontana ed appassionato collezionista, Stella entra a far parte di questo mondo. La scultura, in particolare, si converte in un tentativo di sondare la propria identità personale traendo l’ispirazione dalle cose belle, da ciò che più colpisce e stimola. Personalità che trova la migliore espressione nella statua di una donna che medita con un cappello in testa. Su di esso spiccano una scena sacra ed una profana. La presenza di queste ultime, non è altro che la rappresentazione dell’artista stessa, “donna duale il cui equilibrio risiede nell’arte”. Centro d’attenzione, nella sua vasta produzione, diventa dunque l’uomo, in tutte le sue sfaccettature. Osservando le costruzioni usate dai nipoti per giocare, inizia per lei un periodo di sperimentazione. Ricorrente diventa il tema delle maschere, i personaggi che gli uomini incarnano nel momento in cui faticano a relazionarsi con gli altri. Un’identità modellata con la sovrapposizione di pezzi e materiali che costituiscono le diverse nature dell’individuo ed i modi con cui esso si presenta in società.
Il bisogno di esprimersi di Stella risiede dunque nella speranza di trovare comprensione, riconoscimento, nella continua brama di conoscenza e ricerca di qualcosa di nuovo, nell’amore per la vita e per il bello. Le sue opere, infatti, cambiano spesso titolo, sono in continua evoluzione, proprio come la produzione dell’artista stessa.. Stella Ranza Vittore Frattini Giorgio Gessi Lischetti Angelo Zilio - Gilö