26/06/2026
🪷Scala C. Terzo piano. Ginecologia🪷
E' dall'ultima stanza del reparto che sono uscita, una settimana fa, per dirigermi in sala operatoria. Avevo indossato frettolosamente il camice,
le calze e via sotto le coperte.
Mentre l'infermiera mi spingeva per il corridoio
io cercavo di raccogliere i miei lunghi capelli
nel mio solito cipollone.
Non mi sono mai fermata un attimo per piangere in questo ultimo anno di terapia e invalidità,
ma quel rumore improvviso di ruote contro il pavimento, lo scorrere delle luci sopra la testa
e la mia famiglia e amica lì fuori ad aspettarmi hanno lasciato cadere due gocce
sulle lenzuola bianche di un cuscino
troppo piatto per essere comodo.
Le ho fatte sparire dietro un sorriso
e un saluto coraggioso.
Quando ti ritrovi lì in un angolo su quel lettino,
in quella finta sala preoperatoria,
mentre tutti velocemente fanno qualcosa,
il più delle volte estraneo al proprio lavoro;
come parlare delle ferie d'agosto..
ti senti tremendamente sola
e con la consapevolezza che
qualsiasi paura tu abbia in quel momento,
non puoi fare altro che inghiottirla.
Avrei voluto chiudere gli occhi
come quando lo facevi da bambina,
tra le braccia di mamma dopo
aver ascoltato per l'ennesima volta
la tua fiaba preferita e risvegliarmi
nel lettone grande tra mamma e papà
magari la mattina di Natale.
E invece non è stato così.
Oggi mi trovo qui,
sul divano del mio salotto
e ho quelle stesse calze indossate di fretta.
Sono ancora in quei giorni postoperatori delicati. Ho dolore ovunque, non riesco a stare in piedi
e neanche seduta. Andare al bagno è un'impresa, anche solo lavarmi il viso
mi stanca tremendamente.
Le mani sfiorano con timore il ventre
sia per il dolore, sia per la forma.
Ancora non lo conosco.
Non mi sono presentata.
Lo spio con timore, solo ogni tanto,
vestito della sua armatura.
È strano quando qualcuno ti apre
e ti mette le mani dentro.
Per chi lo fa è solo tecnica e precisione,
ma per chi si trova su quel tavolo freddo
e troppo piccolo è molto di più.
Per una maniaca del controllo come me
che non ama neanche condividere
la propria fragilità è stata e continua ad essere un'esperienza molto forte.
Essere costretta a farsi vedere da estranei e amici strafatta dal dolore e dai farmaci,
dover pi****re in una pala del c***o
o in un pannolino, farsi mettere una sonda nel c**o dal ginecologo affascinante e sì,
oramai sb****re ai quattro venti la propria ricrescita.. sono solo una porzione
di prove superate.
Sarcasmo a parte.. una cosa che mi ha toccato particolarmente è stato lo sguardo di un OSS che aveva il compito di rialzarmi e farmi nuovamente camminare. Ha capito subito quanto io non riuscissi a lasciarmi andare, perché volevo a tutti i costi farlo da sola, pur non potendo fisicamente perché impossibile e rischioso,
ma per quanto si possa essere forti
ci sarà sempre un momento nella vita in cui bisognerà imparare ad affidarsi fisicamente
e al prossimo e io in malo modo ci sto provando. Dimentico che doveva essere semplicemente un post e non un capitolo di un libro, c***o..
Concludo ringraziando chi ha scelto di far parte della mia vita in quest'ultimo anno e in questi ultimi giorni.
Ringrazio tutte le persone che pur non conoscendomi mi hanno rivolto parole di affetto molto forti; chi è ritornato nella mia vita dal passato, o forse mai è andato via; chi mi ha fatto sentire donna e viva quando non riuscivo e non sentivo più niente; ringrazio chi mi ha strappato un sorriso attraverso la bellezza; chi mi regala ancora un pezzo del suo cuore e perché no? Ringrazio anche chi ha scelto di non fare parte della mia vita, perché attraverso la loro scelta io ho potuto fare la mia. Il ringraziamento più grande è per mia madre, la donna più forte e sorridente che possa esistere nella mia vita, che non mi ha mai lasciata da sola, nonostante le sue infinite responsabilità e i limiti che la vita spesso impone. Senza la mia mamma non sarei riuscita ad affrontare questa degenza crudele. Grazie per aver sopportato tutti i miei scleri e sono sicura che ne sopporterai ancora tanti altri a testa alta, ti amo mamma.
E adesso basta che sta iniziando a fare effetto la purga. Un abbraccio🍀🐞💪🏻 Lady Natysha